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17 maggio 2015

Le Mans, troppo Marquez per la Honda. Lorenzo c'è ancora

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Il post GP con GUIDO MEDA . Jorge ha vinto a modo suo, dominando il weekend. Venerdì Vale avrebbe regalato la sua macchina più bella in cambio di un 2° posto garantito. Funziona la Yamaha, e anche la Ducati. Strana e bella la battaglia Iannone-Marquez

di Guido Meda
Lorenzo ha vinto alla sua maniera, senza ostacoli. Una lunga rasoiata a tutti, iniziata il venerdì, di mattina, presto per giunta. Rossi, un'ora prima del via avrebbe regalato la macchina più bella del suo garage in cambio di un secondo posto garantito a Le Mans. Ma complessivamente possiamo dire che la Yamaha funziona, bene. Con la Ducati, Andrea Dovizioso, ha messo i piedi ancora sul podio, terzo. Andrea Iannone, no, è giù dal podio, quinto, ma con una spalla lussata e in una bagarre con Marquez che ha avuto effetto anestetizzante sul dolore.

L'anomalia è che Iannone, con la Ducati che complessivamente funziona, ma bene, si sia trovato a combattere con Marquez! Ecco, Marquez vince meno di prima, Marquez quest'anno é battibile e non sembra nemmeno tutta colpa sua. Ed è uno spreco. Perdere un po' di orientamento é un lusso che Honda non si può prendere, avendo per giunta pure Pedrosa a mezzo servizio. Marquez guida di traverso, gli altri no; ci sta che in Giappone per andar dietro a uno abbiano scontentato gli altri, o che per andar dietro agli altri abbiano scontentato Marquez? Ci sta, anzi, sembrerebbe proprio così. Pure Pedrosa dopo essere caduto, come del resto altri tre hondisti, si meraviglia di aver trovato una moto così indietro. Marquez tace. Ma lo spunto é questo. Non é che un pilota così forte, che guida tutto quello che gli dai, rischi di disorientare chi progetta? Non era accaduta la stessa cosa con Stoner che lasciò una Ducati vincente solo con lui, ma difficilissima sia per lui sia per gli altri ducatisti?

Ecco, è solo una teoria, confutabile, ma potrebbe essere uno di quegli strani casi in cui il talento é talmente  esagerato da sovrastare le esigenze della tecnica. Finché dura dura, ma poi? Forse è utile che anche Marquez ora suggerisca una via d'uscita con un'po' di applicazione razionale in più e qualcuno dei suoi meravigliosi colpi di testa in meno. Non é lui ad averne bisogno, ma la Honda.

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