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05 ottobre 2015

Jorge e la sua spalla sinistra: guai e tormenti infiniti

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Brutto colpo per lo spagnolo della Yamaha, a pochi giorni dal weekend dei Motegi: una caduta in allenamento lo ha costretto a presentarsi in Giappone con un tutore alla spalla

di Chiara Baroni

Ognuno di noi ha il suo punto debole, il suo personale tallone d'Achille. Che si tratti una questione di costituzione o di uno scherzo del karma, poco importa. Per Jorge Lorenzo quel punto è la spalla sinistra. Quella che già nel 2013 mandò a monte la corsa al suo terzo titolo mondiale, facendo decollare il fenomeno Marc Marquez.

 

Fatale la caduta nelle libere del Sachsenring: intervento non rimandabile e forfait - doloroso - per la gara. Doloroso perchè fu proprio per quei punti persi il Germania che Lorenzo chiuse il Mondiale secondo, a 4 sole lunghezze da Marquez. E adesso che, con 4 gare da correre e 14 punti da reuperare, il terzo titolo è tornato ad essere alla sua portata, di nuovo il suo punto debole torna a tormentarlo: cade sabato in allenamento, prova subito un forte dolore alla spalla (inutile dirlo: sinistra) ed è costretto ad affrontare il viaggio in Giappone con un tutore. Nulla di grave, fanno sapere dal suo entourage. Ma che si tratti di precauzione, paranoia o necessità, nella mente di Jorge si saranno certamente ripresentati gli stessi spettri del 2013.

 

Chi pensa che il Mondiale, a questo punto, possa essere un po' più in discesa per Rossi, però, non può ignorare la capacità incredibile del maiorchino di stringere i denti e lottare contro le avversità: due anni fa, prima della caduta incriminata del Sachsenring, ce ne era stata un'altra, con dinamica simile, nelle libere di Assen, sempre su quella spalla. Immediato l'intervento: una placca e otto viti nella clavicola, ma domenica era in pista, quinto al taglio del traguardo. Lussata, slogata, fratturata, Lorenzo, potete scommetterci, la userà comunque: anche per dare una spallata al destino.

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