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06 novembre 2015

Com'è rischioso mettere in ultima posizione un pilota top

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Pensate che domenica Rossi partirá per dare il cento per cento, o il centoventi? Ecco perché, secondo il nostro Guido Meda, piazzare in fondo al gruppo uno che si giochi qualcosa di grosso e abbia la velocitá per farlo significa esporre lui e gli altri a un grave rischio  

di Guido Meda

Cancellare la madre di tutte le conferenze stampa ha tolto intensitá a questa storia di vita. Molto carica, non bella nella fattispecie, ma una storia di vita che ne contiene altre. E cancellare la madre di tutte le conferenze stampa può persino avere avuto un senso, se l'obiettivo ora é quello di non fomentare la violenza delle rivalitá, il tumulto sociale, le strumentalizzazioni. Va bene, al di lá di ogni evidenza censoria, va bene. Fate i bravi, tutti, e così sia.

Qui del resto un fatto come quello di Sepang è una bomba atomica per la quale, come si é visto, nessuno in realtá era abbastanza preparato. Nessuno di noi ha vissuto questo pasticcio come una bella avventura da correre, da giudicare, da raccontare. Ciascuno di noi, esclusi pochi smaliziati, ha agito con l'animo e il peso sullo stomaco di chi, amando visceralmente il proprio sport, prova un po' di vergogna. È un caso solo che però racchiude in sè provocazioni, reazioni, isterismi, giudizi e provvedimenti affrettati in un ambito di intensitá emotiva che ha mozzato il buonsenso sul nascere.

In tutto questo però - ve lo confesso- io ho un altro timore: che la preoccupazione di una brutta figura davanti al mondo sovrasti la preoccupazione di un'ultima gara realmente pericolosa. Senza entrare stavolta nel merito di ragioni e colpe, sono filosoficamente contrario a qualsiasi punizione che faccia partire dall'ultima posizione in griglia; piuttosto la bandiera nera, il ride through, una penalitá in secondi, posizioni o punti. Così mi fa paura. Mettere in fondo allo schieramento un top rider, anche uno qualunque, che si giochi qualcosa di grosso e abbia la velocitá per farlo significa esporre lui e gli altri ad un rischio esponenzialmente aumentato.

Pensate che domenica Rossi partirá per dare il cento per cento, oppure il centoventi? E un pilota nettamente più veloce di tre quarti del gruppo che lo precede viaggiando a 300 all'ora oltre le proprie possibilitá garantisce realmente l' ambito della massima sicurezza controllabile? Il fascino del motociclismo passa anche attraverso la componente del rischio, ovvio; quello naturale però. Inserirlo a forza mi pare pericoloso, per chi vince, chi perde, chi ci prova, chi lo decide.

 

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