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08 marzo 2016

Lorenzo è al top, Vale maniacale. Occhio a Viñales

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Valentino Rossi durante i test a Doha (Getty)

LE PAGELLE DI GUIDO MEDA. Dopo i test invernali il campione in carica è il più veloce di tutti. Portargli via il titolo non sarà facile, ma Rossi è serio e concentrato. Iannone non molla mai, passi avanti per Dovizioso. Ma la sorpresa più grande arriva dalla Suzuki...

di Guido Meda

JORGE LORENZO 10. Esce dall’inverno dei test che è il più veloce sul giro secco e anche sul passo. E’ quello che sfrutta meglio le gomme Michelin che vanno naturalmente incontro alla sua guida scorrevole e alle sue staccate dolci e progressive. Fa il possibile per spiegare a Valentino Rossi che comanda lui e portargli via il titolo non sarà facile.

VALENTINO ROSSI 9. Un po’ meno efficace di Lorenzo, ma anche meno appariscente e meno interessato ai clamori un po’ inutili del tempo sul giro. Non gli importa di portare a casa il titolo di campione d’inverno e si concentra in maniera maniacale su particolari di miglioramento della moto. Il passo c’è, meno qualcosina. E’ un anno cruciale. Parte con la serietà del professionista e la grinta dell’uomo ferito.

YAMAHA 8,5. E' ancora presto per capire chi sia messo meglio. La Yamaha non è perfetta, non è velocissima in rettilineo, ma è la moto che funziona meglio senza essersi evoluta in maniera radicale. Nata sulle Michelin nel 2003 la M1 non sembra nemmeno soffrire granché l’impoverimento degli aiuti elettronici.

HONDA 6. Si riscatta in Qatar dove Marquez fa la differenza. Ma la leggenda e non solo quella parlano di una moto che ha difficoltà a chiudere la traiettoria delle curve, e di un motore brusco, difficile da gestire e per niente gentile con le gomme. Pedrosa brancola nel buio, Crutchlow anche peggio. Marquez prova a tracciare la strada.

MARQUEZ 8. E' lui insomma che riscatta l’inverno difficile con una simulazione di gara in Qatar che lo rimette in pace con il mondo e con la Honda. La moto è stata rivoluzionata negli assetti per l’occasione e forse Marquez ha individuato una strada per essere, almeno alla prima gara, competitivo come ci si aspetterebbe da lui.

DUCATI 7. La moto è stata rivisitata. Ora il forcellone è direttamente infulcrato sul motore, ma sostanzialmente il comportamento è quello del 2015. Il test di Stoner in Malesia ha destabilizzato l’ambiente e i due piloti ufficiali. Per dare un senso a questa mossa ottima per vendere le moto, ora bisognerebbe convincerlo a correre. Con buona pace della serenità di Iannone e Dovizioso.

IANNONE 7,5. Non molla mai. La Ducati è la sua moto, le chiede e le dà il massimo. In Australia e in Malesia soffre ma non si lamenta granchè, in Qatar invece si riscatta con una simulazione da podio.

DOVIZIOSO 6,5. Le sue perplessità generali sull’esperienza in Ducati sembravano evidenti nella seconda metà del 2015 e anche nella prima parte dell’inverno. Come per Marquez è stato il Qatar a fare la differenza. Lì, misteriosamente, la Ducati va più forte che altrove. Per Andrea “i passi avanti sono evidenti”. Fiducia ritrovata. Speriamo che parta l’anno scorso ma poi… continui meglio.

Top Sorpresa
SUZUKI 8. E un grazie enorme a Maverick Vinales (voto 9). Il ventenne spagnolo al secondo anno in Motogp è già considerato il miglior talento in circolazione. Va forte sul giro secco, mentre per migliorare sul passo serve che faccia epserienza. Lo vogliono tutti, ma in Suzuki si sta bene.

Rimandata
APRILIA. Affidata a Bradl e Bautista, è ancora troppo giovane per essere giudicata. Abbandonato il motore della vecchia Superbike, Romano Albesiano tenta una strada nuova, che al moento sembra ancora piuttosto lunga.

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