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16 marzo 2016

Rossi e Lorenzo in Qatar: desiderio di rivincita, non di vendetta

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Il nostro Guido Meda ci avverte che la prima conferenza stampa stagionale dei due grandi rivali è controllatissima. Vale: "Non credo che accadrà nulla che non siano belle gare". E Jorge: "Le rivalità sono sempre esistite". È tutto un balletto di maniera, insomma...

di Guido Meda

Uno si aspetta che rimettendo Marquez, Lorenzo e Rossi l'uno accanto all'altro in conferenza stampa venga giù tutto, e invece non è successo un bel niente. Il passato è passato, che è anche la formula più saggia per camminare nel futuro se hai scelto di giocare ancora. La prima conferenza stampa della stagione è di una discrezione sconfinata. "Avrei preferito un finale diverso - dice Rossi - ma non credo che ora accadrá nulla che non siano delle belle gare. In F1 quando Senna buttò fuori Prost, pensai che aveva due palle. Noi in moto sappiamo quando è pericoloso fare certe manovre, non credo che mi capiterá mai. La pericolosità dipende dalla velocità, se lo fai in un punto lento non lo è. Tutti i piloti lo sanno. Io spero che vada tutto bene, che ci sia rispetto in pista. E' l'unica cosa che conta, i rapporti personali non sono per niente importanti. Il mio augurio è che ognuno corra solo per sé". "Le rivalità sono sempre esistite - risponde Marquez - Io non ho un avversario solo. Considero di averne venti". E avanti così. È tutto un balletto di maniera, in attesa della pista.

Che nel frattempo è bagnata. Piove, come in Qatar non ti aspetti, ma sono dodici ore che la sabbia è bagnata. Dovrebbe smettere e sarà meglio, giacché con l'acqua in terra i riflettori abbagliano e girare non si può. Non ci sono nemmeno le gomme rain al seguito. È impossibile e basta. È palese che Lorenzo sia il favorito, lo è per tutti, compreso Rossi. È forte sul passo e sul giro secco, è forte dentro, convinto di potercela fare. Ma gli analisti più incalliti del passo sanno che Rossi non è lontano. Lo dice Dovizioso "Nei test ho girato dietro ad entrambi, vanno forte davvero. Non sottovalutate Rossi".

Ma è anche contento della sua Ducati che, come Honda, rimane un oggetto misterioso. Ha un vantaggio nell'elettronica che è nuova per tutti tranne che per Borgo Panigale e che è uno svantaggio per Honda. I giapponesi, gli imperatori della moto hanno un tema di motore: è brusco e non più imbrigliato dalla loro pregevolissima elettronica. Ha la novità dell'albero controrotante per smorzare le inerzie, mitigare gli sforzi della staccata ed evitare il sottosterzo, ma ciò nonostante pare poco gentile con le gomme e anche troppo scorbutico. Rossi e compagni non hanno dubbi: "La Honda arriverà", mentre per Capirossi "non sembrano messi benissimo, sono curioso di vedere se ne verranno fuori". Avrà ragione il veterano che corre ancora o quello che non corre più?

In Suzuki gongola Brivio con la sua faccia bella aperta in un sorrisone che vuol dire: "Abbiamo una moto che va veloce, fa bene le curve e un pilota che è un talento da podio". È vero, e quel pilota risponde al nome di Maverick Vinales.
Per il resto è tutto un abbracciarsi di piloti, tecnici e giornalisti che non si vedevano da tempo, di gente che parla di traiettorie e di rivoluzione epocale. "Non ho mai affrontato un cambiamento così drastico in Motogp - aggiunge Dovizioso - Devi ribaltare lo stile di guida. Cambia il punto di staccata, cambia la percorrenza, cambia l'uscita. È utile girare dietro a qualcuno che il nuovo metodo di guida l'ha giá assimilato". Quindi prepariamoci a vedere dei bei trenini.

Mentre a bordo pista prepariamoci a vedere Luca Cadalora. Il tre volte Campione del Mondo entra a pieno titolo nello staff del 46, per fare lo stesso lavoro con cui Wilco Zeelemberg supporta Jorge Lorenzo da anni: utilizzare gli occhi esperti per cogliere pregi e difetti nella guida del proprio assistito. Per mettere una pezza a quello che l'elettronica non dice. Questa sì che è una grande novità. In Formula 1 una cosa del genere oggi sarebbe impensabile. Ma è chiaro che nelle intenzioni di Rossi al ventunesimo anno di mondiale c'è , sopra tutte, quella di non lasciare nulla al maledettissimo caso. #enonhaivistoancoraniente

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