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17 marzo 2016

Cadalora, gigante tra i giganti al fianco di Valentino

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Uno degli italiani più vincenti di sempre nel motomondiale, tre volte Campione del Mondo, entra a pieno titolo nello staff di Rossi. Attesa per il debutto insieme domenica sul circuito di Losail (gara in diretta esclusiva su Sky)

Prima che il mondo del motociclismo da corsa si identificasse nel fenomeno Valentino Rossi, c'è stato un tempo in cui la scuola americana e quella australiana dominavano il mondo. Parliamo di poco più di tre lustri, tra la metà degli anni '80 e la fine dei '90. La top class era la 500 2 tempi, estintasi col nascere della MotoGP, dove i cavalli erano tanti (fino a 190 prima del canto del cigno), l'elettronica poca (valvole allo scarico e stop!) e gli high-side devastanti. In questo scenario dominato da autentici giganti del calibro di Wayne Rainey, Eddie Lawson, Mick Doohan Kevin Schwantz (elenco non esaustivo), si inseriva con merito un italiano, uno che andava veramente forte, dal talento cristallino, dallo stile pulito e redditizio: Luca Cadalora da Modena.

 

Un vincente - Luca Cadolora è stato tre volte campione del mondo, in 125 con la Garelli (orgoglio italiano) nel 1986, dominando poi la 250 con la doppietta del 1991-92 con la Honda Rothmans del team del grande Erv Kanemoto. Nella quarto di litro era innegabilmente il numero uno e il passaggio alla 500 era quindi inevitabile. Il modenese entrava nella top class dalla porta principale, come scomodo compagno di squadra del monumentale Wayne Rainey che di mondiali col team di Kenny Roberts ne aveva già vinti tre di fila, ed era il riferimento assoluto per la Yamaha. 

 

Questione di stile - La 500 degli anni '90 si dominava, più che guidava. Frena forte, buttala dentro, raddrizza presto e spalanca appena puoi… Se va bene funziona, altrimenti ti trovi fiondato da quasi 200 cv a due metri d'altezza nel più tremendo degli high-side. Lo stile era quello mutuato dal dirt-track ed il set up del mezzo prevedeva moto rigida come una tavola e sospensioni dure. In sintesi: le maniere forti e il guidare sopra i problemi (come Rainey faceva e Roberts imponeva) erano i mantra degli anni '90. Per Cadalora una 500 così non poteva funzionare. Lui era un purista, uno di stile, uno dalla guida tecnica, precisa, scorrevole, poco o mai di traverso. Sapeva di aver ragione, sapeva di potercela fare! E dopo l’incidente di Rainey a Misano in quella maledetta estate del ’93 i fatti gli hanno dato ragione. Convinto Roberts a sistemare la moto come voleva il pilota e non come decideva il team, le vittorie sono arrivate.
I numeri parlano chiaro per il ragazzo di Modena: 195 gare in carriera con 34 primi posti. Luca Cadalora i gradini del podio li ha saliti 72 volte, in media una volta ogni tre gare (approssimando per difetto). E’ stato un grande, senza alcuna ombra di dubbio.

 

L'incompiuta - Cadalora oltre ad essere un gran manico era (ed è) anche uno intelligente. Dopo tre anni di Yamaha aveva ben chiaro che per battere Mick Doohan sulla Honda bisognava averne una sotto il fondoschiena. Nel 1996 si riformava quindi il sodalizio di successo con Erv Kanemoto e si trovava il modo di far arrivare in leasing una NSR500. Il fatto che la moto si presentasse in livrea totalmente bianca, senza sponsor, quando i colori dei tabaccai la facevano da padrone, qualche sospetto lo aveva suscitato…ma la prima gara era alle porte e si doveva partire. L’inizio è col botto (in senso positivo!). In Malesia, all'esordio, prima vittoria. Grandissimo Luca! Il campionato proseguiva quindi con un secondo posto in Spagna, un terzo in Italia e una nuova vittoria in Germania. Quando era in piena lotta per il titolo, ecco la doccia fredda. La Honda decideva che era il caso che la Showa (che fa le sospensioni per la casa dell’ala dorata) non seguisse più l'italiano. Fine dei giochi. Via libera a Doohan e al team HRC ufficiale. Scuse? No, fatti.

 

Al fianco di Valentino - La notizia era nell'aria dai test invernarli 2016, ora è arrivata la conferma: Luca Cadalora entra nel team di lavoro che segue e supporta Valentino Rossi. Se qualcuno si stesse domandando cosa possa aver trovato uno come Rossi in questo cinquantenne schivo e riservato, ecco alcune risposte: intelligenza, sensibilità, colpo d'occhio, approccio scientifico, conoscenza tecnica approfondita… Bastano? Luca Cadalora è stato un gigante in un'epoca di giganti. E questo Valentino Rossi lo sa bene.

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