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04 aprile 2016

Tra follia e buonsenso, notte di emozioni nel GP d'Argentina

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Dovi fuori dopo il contatto con Iannone: bufera in Ducati dopo il GP d'Argentina

Guido Meda analizza la gara di Termas de Río Hondo piena di sorprese e colpi di scena: dal duello Marquez-Rossi alla decisione di effettuare un cambio gomme, fino alla collisione tra le Ducati

di Guido Meda

Quella Argentina è stata una gara così folle su tutta la linea che è solo con il buonsenso che si possono fornire i giudizi del caso.

È con buonsenso che va ammesso che vedere Marquez e Rossi, primo e secondo al traguardo e pure  nel mondiale, mette una certa serenità, perché mentre nella vita non dimenticano e si detestano, in pista - finché dura-  si stanno rispettando. Vero é che il finale tra i due non si è visto e manca la controprova.


La gara spezzata in due per la decisione legata alla sicurezza di effettuare un cambio gomme a metà legata, richiede buonsenso e indulgenza nel valutare la Michelin. Sono rientrati nel mondiale da pochissimo e pure i bambini per imparare a camminare sbattono la faccia per terra. Saremo buonisti, ma la vediamo così, anche se resta un'altra ombra sulla gomma fornita a Rossi nella seconda parte di gara che, per quel che può sembrare,  non aveva affatto lo standard della prima. Rossi era da vittoria. Ella prima metà, poteva finire con una battaglia tra i due, é finita invece nella seconda metà con l'italiano che perdeva, terreno e aderenza. Non per colpa sua. Ma Marquez volava.


È con buonsenso che in questo caos rileviamo in compenso un vero bacio della fortuna a Valentino, perché la Suzuki du Vinales e le Ducati gli sono cascate davanti, altrimenti il podio non l'avrebbe visto. Con buonsenso accogliamo la sincerità con cui Lorenzo si è preso tutte le colpe di una gara davvero moscia, spenta e in calo dal via, e di una caduta che si poteva risparmiare. Lui funziona quando tutto è perfetto, così dalle prime imperfezioni del weekend si è lasciato fagocitare in un loop vizioso che non ha portato a nulla. Zero punti, zero punti che alla lunga rischiano di pesare. Con buonsenso tocca invitare Iannone alla calma! A cento metri dal traguardo ha buttato in terra se stesso e il compagno Dovizioso con cui si giocava un podio che di ducatisti poteva ospitarne due. Una manvora eccessiva e gratuita.  Vero è che Iannone e Dovizioso hanno addosso la pressione di un posto solo libero in Ducati l'anno prossimo accanto a Lorenzo(se come sembra si farà). Ma Iannone la sente di più e se non torna a controllarsi rischia di pagarla cara, molto, forse persino troppo.

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