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17 giugno 2016

Per il 2017 Lorenzo confida sull'amico Stoner

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Da quando ha firmato per la Ducati, Jorge riceve l'appoggio costante di Casey. I due si coprono di complimenti e cominciano a costruire la loro collaborazione per il futuro. Il feeling è reciproco e assoluto

Amici e alleati, soprattutto dopo che uno dei due si è ritirato. Casey Stoner e Jorge Lorenzo, piloti diversi, e dal prossimo anno complementari perché insieme hanno il compito di riportare la Ducati a vincere il titolo. L’australiano da testimonial vicino allo sviluppo, lo spagnolo da pilota.

Stoner è una figura ingombrante anche se dal 2012 ha detto addio al mondiale. Il suo ritorno in Ducati, seppure più da uomo immagine che da collaudatore, ha un po' demoralizzato i due ufficiali, Andrea Iannone - e forse ancor di più - Andrea Dovizioso che da più tempo lavora allo sviluppo della GP16. Un fastidio durato poco per la verità. Il problema era che Stoner attirava da ex più attenzioni dei due Andrea.

Ma se il ritorno di Stoner era stato lì per lì un piccolo trauma da incassare, l’arrivo di Jorge Lorenzo è stato peggio, perché era ormai chiaro che uno dei due Andrea avrebbe detto addio al sogno Ducati. Invece, la presenza di Stoner, per Lorenzo si è rivelata una garanzia. Prima di dire sì all'offerta di Borgo Panigale, il campione del mondo ha parlato a lungo con Stoner e, secondo voci di paddock, è stato proprio l'australiano a garantire che la moto c'è e ha tutti i numeri per vincere.

Il feeling è reciproco e assoluto. Recentemente Casey Stoner, intervistato da Speedweek, ha fatto un vero e proprio endorsement , per dirla con linguaggio moderno, al maiorchino. "Se parliamo di rispetto - ha detto l'australiano - non posso trascurare Jorge Lorenzo. Ho corso contro Jorge, negli ultimi anni ha dimostrato di essere il pilota più forte e di gran lunga più continuo. Se non vince il Mondiale è comunque il primo sfidante del vincitore. La sua vittoria del titolo nel 2015 è stata davvero impressionante: dopo tre gare non era ancora salito sul podio, ma poi è tornato lui e ha vinto il titolo". Il rapporto, compatibilmente con i problemi che avrà o non avrà la Desmosedici dell'anno prossimo, può venir buono per vincere, là dove  in molti compreso Rossi hanno fallito.

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