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29 giugno 2016

Rossi somaro, ma non troppo: non tutto è perduto

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Siamo quasi a metà stagione ed è già tempo di bilanci: tre zeri in classifica per Valentino pesano, ma non si può dire tutto finito per un pilota che è tornato veloce come nell'anno del suo ultimo titolo mondiale

di Antonio Boselli

Non è la prima volta che Valentino Rossi si dà del somaro! Il casco sfoggiato a Misano nel 2009 voleva sdrammatizzare le cadute che il Dottore aveva sommato prima di quella gara. Per la cronaca, Rossi era comunque in testa alla classifica e avrebbe poi vinto il nono titolo mondiale.

 

La scivolata di Assen rischia di pesare molto più di quelle del 2009, perché in classifica ora il ritardo da Marquez è di 42 punti. Troppi? Forse sì, considerando che il pilota spagnolo sta guidando forte ma soprattutto con una maturità inaspettata. Rossi, però, può contare su due fattori determinanti. Il primo è la velocità tornata proprio ai livelli del 2009. In qualifica, in 8 gare si è piazzato 5 volte in prima fila con due pole, come sei anni fa. Il secondo fattore è l'esperienza che può aiutare a mantenere la calma nel momento più difficile della stagione, perché è difficile accettare che il motore vada in fumo al Mugello o che le uniche due scivolate dell'anno siano in gara.

 

Ma così è, l'importante è imparare dai propri errori - e Rossi lo ha già fatto subito dopo la gara dandosi del somaro - e lavorare gara dopo gara. Inutile guardare indietro, specialmente all'anno scorso con un Rossi meno veloce ma con 60 punti in più dopo 8 gare. Meglio guardare avanti alle prossime sfide, in un Mondiale che non è ancora arrivato a metà a patto di non darsi più del somaro.

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