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14 luglio 2016

Pioggia al Sachsenring? Così cambia la moto

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Mot

Come ad Assen, anche in Germania la pioggia potrebbe influire sullo svolgimento delle gare. L'adeguamento del setting della moto non può essere fatto cambiando solo le gomme e regolando l'elettronica. Si interviene in tutti i settori. Vediamo in dettaglio come, grazie al supporto dell'Ing. Giulio Bernardelle

Così le gomme - Il passaggio da una slick ad una rain è talmente rilevante che il setting della moto viene adeguato proprio per seguire questa modifica. Una gomma da asciutto è costruita con una carcassa e una mescola che garantiscono un grip ottimale quando raggiunge circa 110-130 °C; questo consente ai piloti elevate velocità di percorrenza in curva e angoli di piega massimi di circa 60° rispetto alla verticale.
Oltre alla presenza del battistrada opportunamente intagliato per eliminare il velo d'acqua che si andrebbe a interporre con l'asfalto, una gomma rain è costruita con una mescola e una carcassa studiate per lavorare a temperatura decisamente più bassa, 40-60 °C, e con un profilo ottimizzato per angoli di piega decisamente inferiori (circa 40°). Per poter andare forte con le rain, quindi, il pilota ha bisogno di adeguare il setting della moto a velocità di percorrenza in curva decisamente inferiori e ad angoli di piega molto ridotti. Per questo c'è dell'altro lavoro da fare... ecco quale.

Così le sospensioni - Andando più piano sul bagnato (minor velocità di percorrenza in curva, quindi minor forza centrifuga), le sospensioni devono essere tarate con molle di rigidezza inferiore o, per lo meno, con livelli di pre-carico delle stesse opportunamente ridotti. Sul bagnato si riduce anche la velocità di escursione delle sospensioni e questo può determinare anche la necessità di intervenire sulla taratura idraulica degli ammortizzatori.

Occhio all'elettronica - Controllo di trazione, anti-impennamento e controllo del freno motore non bastano da soli a rendere gestibili le moto con l'asfalto bagnato. Con motori così potenti e veloci a salire e scendere di giri, il pilota da solo non riesce ad essere così morbido e dolce con il comando del gas tanto quanto è necessario esserlo in condizioni di guida sul bagnato. Tutte le MotoGP sono dotate di acceleratore elettronico, il ride by wire, che deve essere quindi mappato per adeguare al limitato livello di aderenza sia il grado di risposta al comando del gas sia la morbidezza della risposta del freno motore in ingresso di curva.

Quanto contano i freni - I freni in carbonio non possono rendere al di sotto di temperature di almeno 200 °C; la presenza di acqua sulla loro superficie rende impossibile il mantenimento di un regime termico adeguato. Con il bagnato, quindi, si torna ai tradizionali dischi anteriori in acciaio ed alle pastiglie freno sinterizzate.

Ecco come si aggiusta il cambio - Di norma non si interviene sulla rapportatura, accorciandola come in passato. I 4 cilindri odierni hanno infatti un intervallo di utilizzo molto esteso che si adatta anche al bagnato (stante le modifiche di set up all’elettronica di cui sopra). In aggiunta, il rapido degrado della gomma posteriore da bagnato, facendone calare il diametro di rotolamento, porta a un accorciamento generale della rapportatura senza bisogno di altri interventi.

Luce posteriore - Quando la gara è bagnata, da qualche anno è obbligatorio accendere la luce rossa posteriore, in modo da rendere la moto più facilmente visibile da chi segue.

Sky Racing Team VR46

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