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18 luglio 2016

Le attenuanti di Rossi e Dovi, Marquez c'è

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L’ANALISI DI GUIDO MEDA. Lo spagnolo in Germania ha tardato moltissimo ad entrare in gara. Ha sbagliato, ma ha rimediato con una vittoria perfetta. Valentino si è incastrato in un ritardo strategico che gli è costato carissimo, ma dal divano è facile giudicare. Lorenzo dov’è?

di Guido Meda

Ha perfettamente senso che ora scatti il tempo delle recriminazioni. Dopo aver visto Rossi e Dovizioso giocare per la vittoria, mandare giù l’amaro di un terzo e di un ottavo posto (che potevano essere vittoria) e di un mondiale ora un bel po’ più vicino alla Spagna non è mica facile. Il tutto mentre Marquez, che ha pure viaggiato nelle retrovie della gara, porta a casa davanti ad un Cal Crutchlow straordinario la vittoria forse più importante della stagione, approfittando dello sprofondo cupo e totale di Lorenzo e del ritardo tattico di Rossi e della Yamaha.

Prima di dire cosa potrebbe essere andato storto con Rossi va detto cosa è andato dritto con Marquez. Si fa presto: fortuna, bravura, velocità, strategia, tempismo, uso della gomma nuova dopo il cambio moto. Tutto. E’ un grande classico nella vita di certi veri talenti della moto: quando gira, gira e anche quando va storta, si raddrizza.

Rossi e Dovizioso hanno tardato troppo, come già accaduto lo scorso anno a Misano; non hanno assecondato l’invito dei box a rientrare per tempo. Quando si son decisi era troppo tardi, con l’aggravante che a Rossi è capitata pure una gomma inedita e bizzosa sulla quale ha perso altro tempo prima di riuscire a capirci qualcosa. E da dominatore sul bagnato è passato a comparsa sull’asciutto. Ma si fa presto dal divanetto di casa a dire oggi che i nostri sono stati colpevoli o poco furbi. La cosa migliore da fare per il Rossi che pensa al mondiale sarebbe stato il marcamento a uomo. E’ vero e dovrebbe andare così: rientra Marquez, rientri anche tu.

Solo che se tu sei davanti non lo puoi sapere. Il tuo box ha chiara l’urgenza, ti chiama, per più giri, hanno fatto loro i conti per te. Ma sulla moto ci sei tu, educato da 20 anni di carriera straordinaria a decisioni personali riuscitissime. Tu che magari in quel momento pensi (o speri) che Marquez stia rischiando di cadere e che in quelle condizioni di una gomma da asciutto non ti fideresti. Il tuo pregio diventa il tuo limite. Perché, diversamente dalla F1 ,in moto, per i box, di norma non si passa, ma soprattutto se si sbaglia si cade. Nel processo di oggi Rossi e Dovizioso meritano perlomeno queste attenuanti, Marquez merita tutto il resto.
 

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