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10 agosto 2016

Ecco il GP d'Austria: dove eravamo rimasti?

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Mot

Il punto della situazione nel Mondiale MotoGP 2016 al rientro dalla pausa estiva. Mentre Marquez si gode il momento, Rossi e Lorenzo hanno molto su cui riflettere. Le quattro cadute nella prima parte del campionato, due a testa, per esempio

di Paolo Lorenzi

Ventisei giorni dopo il gran premio di Germania i motori torneranno ad accendersi in Austria. Ma in queste tre settimane e più passate a ricaricare le batterie mentali, la testa dei piloti era sempre rivolta alla classifica che vede Marquez solitario al comando con un cospicuo vantaggio sulla coppia della Yamaha che nelle ultime due gare ha totalizzato appena 15 punti contro i 45 accumulati dal pilota di Cervera.

Sempre fenomenale in pista, ma anche prudente al momento giusto. In Germania ha azzeccato il cambio gomme, forse favorito dal ruolo d’inseguitore, ma con gli pneumatici da asciutto sulla pista in parte bagnata mister 93 ha fatto miracoli. Quelli che non sono riusciti a Rossi, che ha perso il ritmo dopo il cambio gomme ritardato, ma nemmeno a Lorenzo finito lontano dal podio insieme al compagno di squadra.

Mentre Marquez si gode il momento, Rossi e Lorenzo, hanno molto su cui riflettere. Le quattro cadute nella prima parte del campionato, innanzitutto, due a testa, anche se lo spagnolo può recriminare su quella provocata da Iannone a Barcellona, e poi la rottura del motore al Mugello di Rossi che rispetto a Lorenzo sa di aver perso un occasione d’oro anche ad Assen e forse persino in Germania dov’è stato in lotta per la vittoria per due terzi di gara. Gli spunti di riflessione non mancano nemmeno in Ducati, lontana in campionato, mai incisiva finora, sempre alla ricerca del risultato importante, che per un motivo o per l’altro continua a sfuggire alla coppia Iannone-Dovizioso.

 

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