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25 settembre 2016

Marc spacca tutti. Le gomme si spaccano da sole

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Nella giornata che ha portato Marquez ancora più vicino al titolo, si risveglia Lorenzo che addenta il podio davanti a Rossi vincendo la sfida dell'orgoglio. Ma occorre trovare una soluzione alle gomme che vanno in pezzi, come dimostra l'anteriore di Dani Pedrosa a fine gara 

di Guido Meda

Il finale è proprio quello che ti immaginavi all’inizio del film, ma come ci si arriva è tutta un’altra storia. Marquez che doveva vincere facile soffre  nei primi giri, circondato da gente che a perdere proprio non ci sta. Per farcela deve ricorrere a dei sorpassi contro il libro di fisica e anche contro il sussidiario. Ma ce la fa. Lorenzo che annaspava da tre giorni vien fuori al primo sole caldo e vero e scopre una cosa inedita: le gomme dure gli piacciono! Se c’è il sole gli piacciono. Non era successo quasi mai. Aveva un terrore tutto suo, un blocco che sembrava andare oltre le questioni puramente tecniche. Non è la prima volta. E stai a vedere se questo non comporterà adesso un rilancio delle sue prestazioni. Stai a vedere se da qui alla fine non renderà difficile il cammino di Rossi per il secondo posto. Lui, Jorge, funziona così. Ha dei blocchi e degli sblocchi. Rossi, che invece è di umore ed equilibrio più costanti, questo Lorenzo feroce e fortissimo, da podio, non l’aveva calcolato.

E per tenerlo dietro ha pure sbagliato la madre di tutte le frenate. Marquez che vince davanti a Lorenzo e Rossi è un podio degno del livello di questa corsa e di questo mondiale che spesso vive, troppo, sul rendimento delle gomme e sulla loro integrità. Va bene far fatica ad individuare la gomma giusta, va bene che il gommista è al primo anno di Motogp e serve pazienza. Siamo sempre stati i primi a concederla, minimizzando i loro errori. Ma anche la pazienza finisce, nel momento esatto in cui difetto si ripete e comporta pericolo per la salute dei piloti. In sostanza, mentre Marquez vola a vincere, Pedrosa rischia di volare in terra perché la sua gomma davanti va letteralmente in pezzi.

Anche in Ducati hanno lo stesso problema (un po' meno) con Dovizioso, Pirro e Petrucci e chissà se poi ce ne sono altri. Che gara avrebbero potuto fare con delle gomme in condizioni normali? E quanto male si sarebbero potuti fare se fossero caduti? Grazie a Cielo non è dato saperlo, ma di questo passo i risultati rischiano di essere poco veritieri e i piloti rischiano troppo di farsi male. Ecco, sarebbe che queste riflessioni - che qui nel mondiale sono un po’ di tutti - non finissero per rimbalzare contro il più scontato e classico …muro di gomma.  

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