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19 ottobre 2016

Rossi, Stoner e la passione per Phillip Island

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Casey Stoner e Valentino Rossi sono i due più grandi interpreti della pista australiana di Phillip Island, dove hanno vinto più di tutti e alla quale hanno legato momenti decisivi della loro carriera in MotoGP

di Paolo Lorenzi

Si affaccia sull’oceano, dall’alto di una scogliera da cui ci si potrebbe quasi tuffare. Il circuito di Phillip Island con un rettilineo che corre verso il mare, le sue curve veloci e suoi saliscendi, è stato a lungo il terreno di caccia di due piloti, tanto diversi quanto, per certi versi, speculari: Casey Stoner e Valentino Rossi, tanto riservato il primo quanto estroverso il secondo. Rivali in pista, talvolta anche al di fuori dove non sono mancate le polemiche, uniti da un amore profondo per questa pista a cui entrambi devono parte delle loro fortune.

Rossi a P.I. ha vinto 8 volte, fin dai tempi della 250, e qui ha conquistato il suo primo titolo con la Yamaha. Era il 2004, un anno straordinario, quello di una sfida apparentemente impossibile dopo il passaggio dalla Honda. Fu decisivo per il successo finale il sorpasso all’ultimo giro ai danni di Sete Gibernau, uno di quelli alla Rossi per capirci, di quelli che lasciano il segno.

Da parte sua Stoner, che a Phillip Island vanta sei vittorie di fila, dal  2007 al 2012, anno del ritiro dalle gare, qui è venerato come un idolo. Gli hanno persino dedicato una curva. La numero 3, una sinistra da oltre 250 km orari che lui affrontava a gas quasi spalancato, col cuore in gola, l’adrenalina a mille, il pubblico in delirio e quel mare blu, sullo sfondo, che sembrava sollevarsi ogni volta per guardarlo meglio.

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