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11 giugno 2017

La rimonta di Marquez: "Meglio cadere in prova piuttosto che in gara"

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Nel corso delle ultime gare, Marquez ha rimontato punti pesanti sui concorrenti al titolo, salendo fino alla terza posizione nella classifica piloti (a -23 da Vinales) dopo il secondo posto al Montmeló. "Le cadute? Meglio scivolare durante le prove piuttosto che in gara", spiega il campione del mondo, che ha imparato restare concentraro quando i punti si fanno pesanti

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di Ivano Pasqualino

Marc Marquez è cambiato. Il ragazzino sfrenato, che spingeva al massimo senza pensare razionalmente alla classifica piloti, adesso non esiste più. O meglio, esiste ma è decisamente maturato. Marc è cresciuto, è diventato grande. Adesso è un abile calcolatore, scende in pista non solo con il cuore, ma soprattutto con il cervello. Nelle ultime tre gare lo spagnolo ha recuperato punti pesanti, scalando posizioni, fino ad arrivare (dopo il secondo posto nel GP di Catalunya) al terzo posto nella classifica piloti a quota 88, a 23 punti di distanza da Vinales. E dato che l’attenzione di Marquez verso i numeri cresce gara dopo gara, non gli sarà sfuggito che il podio del Montmeló è il 93esimo della sua carriera, numero che sta molto a cuore al campione del mondo. Con 54 podi nella top class, Marquez eguaglia Randy Mamola al decimo posto all time. La sua guida, inoltre, è come sempre spettacolare: il suo sorpasso su Jorge Lorenzo è da antologia.

La rimonta di Marquez

Nonostante le due cadute in Argentina e in Francia, Marquez ha raccolto piazzamenti importanti nelle ultime gare: vittoria in America, 2° in Spagna, 6° al Mugello e adesso 2° al Montmeló. Un risultato fesetggiato quasi come una vittoria all'arrivo, consapevole del peso di questi punti rispetto ad avversari scomodi come Rossi e Vinales. Marquez spinge al massimo nelle libere, spinge al massimo in qualifica. Spinge talmente tanto che al Montmeló è caduto cinque volte nel corso del weekend. Ma in gara no. È troppo intelligente, sa che quando i punti contano non è il caso di rischiare. Lo spiega lui stesso al termine del GP di Catalunya: “Purtroppo sono finito a terra diverse volte, il mio team è rimasto al mio fianco e pian piano ho smesso di pensarci. Non fossi caduto ieri o stamani sarebbe magari successo in gara, quindi meglio così. Avevo un solo obiettivo, ovvero essere aggressivo, costante e veloce. Barcellona è la mia corsa di casa e non potevo risparmiarmi, perché ci tenevo a vincere e non sarei me stesso se non ci avessi provato”.

I complimenti di Dovizioso

Marquez riconosce comunque i meriti dei suoi avversari, come ha fatto al Montmeló con Dovizioso: “Pensavo che Pedrosa fosse il più veloce oggi, ma Dovizioso ha fatto una grande gara, ha guidato in modo incredibile, spingeva al massimo in rettilineo. Faccio davvero tanti complimenti ad Andrea per la sua vittoria. Noi abbiamo fatto una gara intelligente, abbiamo conquistato punti importanti. Abbiamo visto che ci sono tanti alti e bassi in questa stagione, per nostra sfortuna abbiamo fatto fatica in più circuiti rispetto alle Yamaha. Eppure le Yamaha qui e a Jerez hanno fatto molta fatica. Noi continuiamo comunque a spingere al massimo… Lo avete visto, io spingo al 100%, ci provo sempre e non mi arrendo mai”.

l'intervista di marquez

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