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06 gennaio 2009

La spunta Sainz, ma il Principe del Qatar non molla

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Botta e risposta. Carlos Sainz ha risposto subito al successo del Principe Al-Attiyah nella terza frazione della Dakar 2009

Lo spagnolo, sempre al comando della classifica generale, si è aggiudicato la quarta tappa della Dakar 2009, Jacobacci-Neuquen, nella categoria auto precedendo di soli 6' la rivelazione Nasser Al-Attiyah. Nelle moto vince Marc Coma

Anche nel rally Dakar che quest'anno si corre in Argentina e in Cile sembra essere il momento della Spagna: nella categoria auto, la quarta tappa di oggi (488 km da Jacobacci a Neuquen, 459 dei quali a cronometro)  è infatti andata a Carlos Sainz, mentre tra le moto si è imposto Marc Coma. Entrambi guidano la classifica generale nelle rispettive categorie.

Sainz, su Volkswagen - dopo 3h43' di gara - ha preceduto di appena 6" il Principe del Qatar, Nasser Al-Attiyah, al volante di una Bmw. Terzo, con un distacco di 2'24", il francese Luc Alphand (Mitsubishi, navigatore il connazionale Gilles Picard). In classifica generale, Sainz ora precede di 3'46" Al-Attiyah e  di 11'33" il sudafricano Giniel De Villiers (Volkswagen).  Stesso discorso anche per le moto: in classifica, Coma (in sella  ad una Ktm 690 rally) precede di 42'57" lo statunitense Jonah  Street (anche lui su Ktm) e di 43'42" il francese David  Fretigne (Yamaha Wrf 450).

Quella di oggi è stata una tappa dura, soprattutto la prima parte, con un tratto con molte pietre, prova ostica in particolare per le moto, seguito da lunghi chilometri di fuori  pista. La tappa di domani - tra Neuquen e San Rafael - è considerata chiave, sia per le difficoltà del terreno sia per  la distanza (ben 763 km, dei quali 506 km a cronometro).

Questa edizione 'sudamericana' della Dakar, nella tappa di oggi, ha anche catturato l'attenzione dei simpatizzanti argentini dei motori e sta avendo un impatto molto positivo sul business del turismo, ricordano i media locali. I giornali riportano, inoltre, le proteste della comunità degli indigeni mapuches, che abitano nel sud dell'Argentina e del Cile, per il passaggio dei veicoli (oltre a auto e moto, anche camion e quad) nei loro territori. Il rally rappresenta "una violazione sistematica dei nostri diritti", hanno fatto sapere i leader mapuche, precisando che la gara non rispetta quanto previsto dalla Carta Onu sui diritti indigeni, né "le leggi locali sulla protezione ambientale e il patrimonio genetico, antropologico e paleontologico".

Nella giornata di oggi, c'è infine da segnalare le condizioni di Paul Green e del suo copilota Matthew Harrison - i due britannici vittime di un incidente avvenuto sabato, durante la prima tappa della Dakar - che nelle ultime ore sono stati posti in coma artificiale nell'ospedale di Santa Rosa (nella  Pampa) per accelerare il loro recupero. Potrebbero uscire dal coma giovedì. Quello di Green e Harrison è il primo incidente grave di questa 30/a edizione della Dakar, la prima fuori dal continente africano.

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