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09 gennaio 2009

Dakar, finisce il sogno del Principe del Qatar

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Doccia fredda. Alla Dakar finisce il sogno del Principe Nasser Al-Attiyah

Clamoroso colpo di scena al termine della sesta tappa, Nasser Al-Attiyah, il leader della gara delle auto e autentica rivelazione del rally è stato squalificato: ora comanda Despres. Intanto continuano le polemiche sulla morte di Terry

Colpo di scena questa sera al termine della sesta tappa della Dakar. Il leader della gara  delle auto, il principe del Qatar Nasser Al Attiyah, che correva  a bordo di una Bmw, è stato squalificato dalla gara per aver mancato una serie di punti di passaggio obbligatori nella sesta tappa tra San Rafael e Mendoza in Argentina.

Dopo lo shock per la morte del motociclista francese Pascal Terry il Rally Dakar che si corre in Argentina e in Cile ha vissuto un'altra giornata confusa: la tappa sulle quattro ruote era stata vinta proprio da Al-Attiyah che alla fine aveva ammesso di aver saltato un punto di passaggio obbligatorio che alla fine lo ha costretto a rimandare i suoi sogni di gloria. Si trattava del posto di controllo obbligatorio del chilometro 38 della tappa su un totale di 232 km. I commissari di gara hanno  reso la decisione di escludere il principe qatariota dopo due ore di riunione. Il vincitore è quindi il sudafricano Giniel De Villiers che, giunto secondo, balza in testa alla generale. Alle sue spalle c'è ora lo spagnolo Carlos Sainz Nella categoria moto, la sesta tappa, tra San Rafael e Mendoza, è andata al francese Cyril Despres, che si è imposto sullo spagnolo Marc Coma, il quale tuttavia è in testa alla classifica, davanti all' americano Jonah Street.

Dopo la difficile gara di ieri, e a causa dell'aumento del livello delle acque di un fiume e dei timori di pioggia la  speciale di tappa è stata sensibilmente accorciata, da 395 a  178 chilometri. Sempre sul fronte moto, la tappa è stata appassionant visto che Despres, Street e il cileno Lopez hanno gareggiato un lungo tratto molto vicini uno dall'altro: poi l'ha però spuntata il francese, che porta così a 17 le tappe da lui vinte nella Dakar. Ma al di là degli aspetti tecnici della gara, l'attenzione dell'opinione pubblica argentina e cilena è  ancora tutta concentrata nella vicenda della morte di Terry. In discussione ci sono le condizione di sicurezza della gara, molto criticate in particolare dai media di Buenos Aires.

Nella morte  del pilota della Yamaha "ci sono stati errori e confusione", sottolinea per esempio nella sua prima pagina di oggi il quotidiano Clarin, mentre anche le reti tv - che ormai da giorni seguono quasi in diretta la gara - ricordano "le zone d'ombra  della Dakar" oppure "gli evidenti problemi di comunicazione che ci sono stati nella morte del pilota francese", deceduto a causa di un edema polmonare. Terry è infatti stato per ben 56 ore dato per scomparso, fino a che, nelle prime ore di ieri, è stato trovato morto. Il ministero della Difesa argentino ha d'altra parte fatto sapere che a dare una mano sul fronte dei trasporti e della logistica, per lo spostamento del Rally nella gigantesca  Argentina, sono impegnati anche aerei Fokker ed elicotteri Hercules 130.

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