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26 ottobre 2011

Coriano si stringe attorno a Marco. Melandri: era un amico

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Sotto una pioggia battente, in tanti a salutare Simoncelli presso la camera ardente allestita nel Teatro Comunale, nel centro del paesino dove il pilota viveva. La famiglia devolverà le donazioni in beneficenza. VIDEO E FOTO

IL DRAMMA DI SIMONCELLI: VAI ALLO SPECIALE

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(in basso tutti i video sulla tragedia di Simoncelli)

La famiglia di Simoncelli devolverà tutte le donazioni in memoria di Marco alle associazioni 'Rimini Autismo' e 'La Piccola Famiglia di Monte Tauro'. Due realtà della zona alle quali il campione, con un cugino affetto da autismo, era molto legato. Durante la scorsa estate Simoncelli era stato in visita alla comunità di Monte Tauro, dove vengono accolti ragazzi con disabilità. La raccolta è cominciata con un banchetto fuori dalla camera ardente, a Coriano, e proseguirà con i funerali, domani. Per chi lo desidera, la donazione può essere fatta anche attraverso bonifico bancario sul conto IT56B0857824100000100101441, specificando la causale per Marco Simoncelli. Il ricavato verrà diviso equamente tra le due associazioni, che hanno ringraziato i familiari.

Il saluto dell'amico Melandri - "Sono venuto a salutare Marco, a salutare un amico". Marco Melandri, ravennate ed ex compagno di squadra, è stato il primo degli ex colleghi ad arrivare, in compagnia della fidanzata, a rendere omaggio a Simoncelli nella camera ardente allestita a Coriano. "Non so domani se ci sarò - ha aggiunto Melandri - domani ci sarà tanta gente. E' giusto che lo salutino anche gli altri".

Il parroco Don Egidio: "Pregate per lui" - "Pregate e sostenete in modo speciale la famiglia di Marco, in questo momento di dolore". L'invito è di don Egidio Brigliadori, parroco di Coriano, che ha celebrato una messa in suffragio di Simoncelli, nella chiesa del paese del Riminese dove viveva il pilota. Una funzione "non prevista" ma che ha raccolto un centinaio di persone. In contemporanea con la camera ardente, la gente di Coriano ha potuto vivere un momento 'riservato'. Visto che al funerale di domani, che sarà guidato dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi, sarà quasi impossibile accedere. "Pregate per Marco - ha detto ancora il parroco - e per tutti i giovani che muoiono tragicamente. Tutto concorre al bene, anche la morte. Anche se per noi è fatica pensarlo, ma questa speranza permea le scritture". Fuori dalla chiesa, quasi a raccogliere l'appello del sacerdote, un cartello rivolto ai familiari: "Paolo, Rossella, Martina non vi lasceremo mai soli". Appena dentro, per tutta la mattina, una piccola coda di persone per scrivere una preghiera in un registro, sotto una grande foto del pilota. Di fianco, una citazione di Alberto Marvelli, riminese morto giovane pure lui in un incidente stradale e recentemente beatificato a Roma. Una frase scelta, probabilmente, perché parla di una "vita spirituale motorizzata".

La camera ardente aperta al paese - Ha aperto alle 9.12 la camera ardente di Marco Simoncelli a Coriano. Sotto una pioggia battente una settantina di persone attendevano e hanno salutato con due lunghi applausi l'arrivo del feretro, davanti all'ingresso del Teatro Comunale Corte, nel centro del paesino del Riminese dove il pilota viveva con la sua famiglia. I capelli sciolti come se il vento potesse scompigliarli per sempre, una maglietta e un paio di jeans come quelli che portava quando passeggiava per le strade di Coriano, sulle mani i segni della terribile caduta che lo hanno strappato per sempre al mondo delle corse e alla vita. E' questa l'ultima immagine che i tifosi e gli amici di Marco Simoncelli possono vedere del campione morto domenica a Sepang, nella camera ardente allestita nel piccolo teatro di Coriano, il paese dove era nato 24 anni fa. E in poche ore sono già circa 5.000 i tifosi e gli amici di Marco che gli hanno reso omaggio. La camera ardente chiuderà alle 22, ma, contrariamente a quanto era stato previsto, sarà aperta anche domani mattina dalle 9 alle 11.

Il feretro coperto da un vetro
- Nel teatro il feretro, coperto da una lastra di vetro, ha cominciato a ricevere una lenta interminabile processione di persone che sono venute a salutare Marco Simoncelli. Il piccolo paese alle porte di Rimini si è svegliato per un'altra giornata di lacrime e si è messo in fila per salutare Sic. In tanti sono arrivati per piangere e per dare l'ultimo saluto a quel ragazzino scavezzacollo che avevano conosciuto fin da piccolo e che aveva scalato i vertici del motociclismo mondiale.

Due moto "proteggono" Marco - Dietro al feretro, sul palcoscenico del teatro sono state messe due moto, quella con la quale Simoncelli aveva vinto il mondiale 250 e quella con cui correva nel MotoGp. Sullo sfondo, proiettata, una grande foto di Marco sorridente. In molti hanno cominciato a portare fiori, e praticamente tutto il paese è tappezzato da striscioni e dal suo numero di gara, il 58, con il quale amici e tifosi hanno voluto celebrarlo.

Vietate foto e telefonini
- A vigilare e custodire l'ingresso, carabinieri, volontari della Protezione civile e il servizio d'ordine organizzato dagli amici di SuperSic: "Ciao Marco 58", scritto su una maglietta bianca indossata da ciascuno di loro. Prima di aprire sono state fornite alcune indicazioni: vietato fare fotografie e tenere spenti i telefoni cellulari. Alle tante persone in coda è stato anche chiesto di mantenere decoro all'interno e di lasciare fuori gli ombrelli.

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