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27 ottobre 2011

L'ultimo commosso saluto a Sic: "Ora sei sul podio più alto"

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C'era tutta l'Italia sportiva e non solo a salutare Marco Simoncelli. Centinaia di persone in chiesa, migliaia nelle strade di Coriano, maxischermi a Misano. La fidanzata: "Le persone troppo perfette non possono vivere con noi comuni mortali". VIDEO, FOTO

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"Lui aveva solo pregi, era una persona perfetta. E le persone troppo perfette non possono vivere con noi comuni mortali". Sono le commosse parole che Kate, la fidanzata di Marco Simoncelli, ha detto dopo il funerale del pilota, davanti al feretro posto dinnanzi alla chiesa. La ragazza aveva premesso che un credente le aveva detto che "quando uno finisce una missione sulla terra, Dio lo richiama con sé. Io da credente, ma non so bene in cosa, ho elaborato un'altra teoria". Poi ha abbracciato la madre di Sic.

C'era tutta l'Italia sportiva e non solo, oggi, a salutare Marco Simoncelli. Migliaia di persone a Coriano, fuori dalla chiesa, maxischermi a Misano Adriatico per seguire la diretta del funerale. E chi non era fisicamente presente, lo era con il pensiero: davanti alle televisioni e alle testate web che trasmettevano in diretta il triste, ultimo saluto a Sic. Commosso e commovente, il giorno dell'addio ad un campione, ma soprattutto ad un ragazzo di 24 anni che così poco tempo ci aveva messo ad entrare nell'Olimpo dei più amati.

Scortato dagli amici di Coriano, che lo hanno accompagnato e portato a braccia, il feretro di Simoncelli è arrivato poco prima delle 15 nella chiesa del paese. Ad accompagnarlo sulla scalinata che porta alla chiesa una nuvola di palloncini rossi con il suo numero di gara, il 58. Il feretro ha percorso il breve tragitto tra il teatro comunale, dove era stata allestita la camera ardente, e la chiesa in mezzo a due ali di folla, che lo hanno salutato con un lunghissimo e fragoroso applauso. A precedere la salma, un gruppo di ragazzini con indosso tute da pilota motociclista e con in mano palloncini rossi a forma del numero 58, quello con cui correva il pilota.

Già in chiesa erano i familiari di Simoncelli, il padre Paolo, la mamma Rossella, la sorella Martina e il nonno. Anche per loro, come per la fidanzata Kate non sono mancati applausi di conforto. Prestissimo, attorno alle 14, era arrivato Valentino Rossi, seguito da moltissimi big del mondo dei motori: Mattia Pasini, Jorge Lorenzo, Randy De Puniet. Presente anche il medico del MotoGp, il dottor Claudio Costa. Presenti, in rappresentanza delle istituzioni, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi.

Il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi ha officiato la cerimonia. "La sera prima dell'ultima gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio - ha detto il prelato in un passaggio dell'omelia - perché lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia".  "Lasciaci allora dire un'ultima semplicissima parola: addio Marco", ha aggiunto il vescovo. "E' una parola - ha spiegato - scomposta dal dolore, ricomposta dalla speranza, a Dio". Terminato il discorso, l'assemblea si è aperta in un ampio applauso: uno dei primi a rispondere alle parole del vescovo, battendo le mani, il padre del pilota, Paolo Simoncelli. "Gesù che registra sul suo diario perfino un bicchiere d'acqua fresca dato con amore - ha aggiunto - domenica stava là, a dire a Marco: grazie, per tutte le volte che mi hai abbracciato nei fratellini disabili della piccola famiglia di Monte Tauro. Grazie Marco, per tutte le volte che ci hai fatto divertire tanto quando hai partecipato alla gara delle caratelle nella festa patronale della tua parrocchia. Grazie, perché tutte le volte che hai fatto queste cose ai miei fratelli più piccoli le hai fatte a me".

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