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03 novembre 2011

MotoGp, annus horribilis: tanti infortuni e la morte del Sic

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L'incidente che è costato la vita a Marco Simoncelli a Sepang

Domenica si torna in pista a Valencia per l’ultimo appuntamento di una stagione maledetta: la scomparsa del 24enne romagnolo è stata la punta tragica di un campionato che ha visto molti incidenti: da Lorenzo a Rossi fino a Pedrosa. GUARDA LA GALLERY

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di Claudio Barbieri


“The show must go on”: il carrozzone della MotoGp riprende regolarmente domenica a Valencia, per la conclusione del Mondiale 2011. Sarà un Gran Premio dedicato interamente alla memoria di Marco Simoncelli, tragicamente scomparso due settimane fa sul circuito di Sepang. Il Team Gresini ci sarà e contribuirà al ‘minuto di casino’ proposto da papà Paolo in onore del figlio. Si chiude un Mondiale dal finale tragico, caratterizzato dalla miriade di infortuni che hanno colpito i piloti, senza alcuna distinzione di talento, provenienza o casa motoristica.

Sfortuna Yamaha - Partiamo dall’ormai ex campione del mondo, Jorge Lorenzo, che ha parzialmente perso l’anulare della mano sinistra a causa dello schiacciamento dello stesso dopo una caduta nel warm-up del Gp di Philip Island; solo una lunga operazione chirurgica ha consentito all’iberico di salvare tendini e nervi del dito ferito.
Lorenzo non era al via in Malesia al pari del compagno di squadra alla Yamaha, Ben Spies, che ha subito una leggera commozione cerebrale e una lacerazione dei tessuti molli intorno alla zona delle costole dopo una caduta durante le qualifiche, sempre in Australia.

I guai di Pedrosa e Stoner – Il premio di ‘Paperino’ del circus spetta senza dubbio a Dani Pedrosa, che anche quest’anno ha timbrato il cartellino con la rottura della clavicola destra (a Le Mans nel contatto con Simoncelli che generò infinite polemiche, ndr), operata due volte. Lo spagnolo della Honda conta in carriera già 18 infortuni meritevoli dell’attenzione del chirurgo, che ne hanno condizionato il rendimento in pista.
L’infortunio di Assen non ha invece impedito al compagno Casey Stoner di conquistare il suo secondo mondiale, ma l’australiano ha dovuto combattere con un muscolo bloccato tra le vertebre e il collo: non il massimo per chi deve piegare il suo bolide a oltre 200 km orari.

Gli altri – L’incredibile serie di infortuni ha colpito anche i piloti di seconda fascia. Cal Crutchlow e Colin Edwards, entrambi su Yamaha non ufficiale, si sono fratturati la clavicola nel giro di una settimana (Barcellona e Silverstone). L’americano ha anche riportato microfratture nella parte superiore dell'omero sinistro e un danno alla cartilagine nell’incidente che è costato la vita a Simoncelli.
Loris Capirossi, che a fine anno lascerà il mondo delle corse, ha rimediato un trauma cranico e la lussazione della spalla sinistra nel Gp di Aragon. Clavicola fratturata anche per Hector Barbera, mentre era andata peggio ad Alvaro Bautista, che all’esordio in Qatar si era rotto il femore sinistro.
Per non parlare di Valentino Rossi il quale, a tutti i guai dello scorso anno, ha sommato la frattura del quinto dito della mano sinistra dopo una caduta a Motegi.
Ma di chi è la colpa di così tanti incidenti? E’ dei pneumatici Bridgestone che faticano ad entrare in temperatura? E’ dell’elettronica che complica la vita al pilota? Oppure semplicemente, cadere fa parte del gioco? Per ora nessuna risposta: nel frattempo lo spettacolo va avanti, in memoria di chi, come Sic, sulla pista ha perso vita e futuro.

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