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27 maggio 2012

Indianapolis, una 500 miglia da brivido

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Dall'Indianapolis Motor Speedway, la storica 500 Miglia. L'edizione numero 96 della corsa più famosa del pianeta. Ryan Briscoe, australiano, in pole position. E un grande ex della F1 come Alesi, per cui si tifa anche da Montecarlo.

"Vincere a Indianapolis vale qualcosa di più. E' una gara folle". E se lo dicono loro, che su quell'ovale in mezzo al nulla ci corrono a 350 all'ora, c'è da crederci. Che sia una gara folle JR Hildebrand lo sa meglio di altri: l'anno scorso perse all'ultima curva, a pochi metri dal traguardo, guardando vincere Dan Wheldon fermo dentro la sua Dallara dopo essere finito a muro. E l'imprevedibilità è uno degli ingredienti più affascinati di questo appuntamento, insieme alla velocità, alle tattiche, al coraggio dei 33 piloti che si contendono nel catino dell'Indiana un montepremi da 27 mila dollari e una bottiglia di latte, come vuole la tradizione.

Sarà imprevedibile anche quest'anno: macchina e motori nuovi, Ryan Briscoe, un australiano - prima volta nella storia della Indy 500 - a scattare dalla pole position, davanti - per solo due millesimi, altro record - a James Hinchcliff. Novità e tradizione, a Indianapolis presente e passato si sono sempre fusi bene, perchè la longevità - in Indycar - è sinonimo di affidabilità e prestigio. Come quelli dell'ex ferrarista Jean Alesi, che a 47 anni porta il suo piede e la sua grinta sulle piste americane. Per lui c'è persino chi fa il tifo direttamente da Montercarlo. Perchè lo abbiamo già detto, Indianapolis è una gara folle, se ne potrà riparlare solo dopo la bandiera a scacchi.

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