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13 settembre 2012

Dalla palestra al simulatore. E' così che si diventa pilota

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L'ALLENAMENTO. Una giornata con Alessandra Neri , 24enne driver del team Bhai Tech per il Campionato italiano GT: come si preparano i campioni di domani, dal lavoro fisico fino ai test sull'innovativo simulatore

di Alfredo Alberico
da Mestrino (Padova)

Si fa fatica, meglio chiarirlo subito. Guidare una macchina da corsa, anche solo per un giorno, non è proprio come accendere il motore della nostra utilitaria. Serve grande attenzione in entrambi i casi, certo, ma qui c'è di più. La tensione, ad esempio, di gran lunga maggiore di quella sprigionata da chi lotta nel traffico in attesa del semaforo verde. Il sacrificio, poi, è il comune denominatore dei piloti. Lo sa bene Alessandra Neri, 24 anni di Forlì, che nel Campionato italiano GT (dove gareggiano vetture a ruote coperte per intenderci) corre a bordo di una McLaren MP4 12C GT3 della Bhai Tech, scuderia nata dalla passione di Fernando Bada. Un giocattolino che pesa 1300 chilogrammi e capace di raggiungere 330 chilometri orari. A Mestrino, nel Padovano, dove c'è il quartier generale del team, abbiamo incontrato la driver romagnola per capire, mettendoci sul serio alla prova, cosa deve fare chi ha scelto di percorrere questa strada.

La palestra - L'allenamento cambia a seconda delle categorie. Riscaldamento e stretching a parte, le strumentazioni per il fitness appaiono imprescindibili. Così come gli esercizi per testa e collo. Il tratto cervicale, infatti, è sottoposto a diverse sollecitazioni: succede quando il baricentro del pilota si alza contro la forza di gravità per l'urto contro un cordolo; succede soprattutto quando ci sono curve e brusche frenate. Fine del training: strano senso di leggerezza al collo, comprensibile dopo aver messo in movimento parti del corpo dimenticate da anni. Stato di euforia per la fase successiva.

Il simulatore - "La paura in pista è qualcosa che non prendo mai in considerazione. Non esiste e non la tratto né come una nemica né come un'alleata", dice la Neri. Sarà così, ma anche se il simulatore per definizione non è una vera monoposto, un po' di ansia c'è. Gli ingegneri fanno sul serio: Roberto Costa spiega nei dettagli le caratteristiche di questo strumento di ultima generazione, compresi i software (tre) di cui dispone; a Stefano Alessi tocca il compito di dare qualche rassicurazione... Fine del test: senso di onnipotenza, alquanto inopportuno dopo ben due incidenti (dalla dinamica estremanente reale). Nel complesso un leggero giramento di testa (è normale, dicono) ma una grande soddisfazione per aver tagliato il traguardo.    

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