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28 settembre 2012

Zanardi e la MotoGp: "Vi spiego io i problemi di Valentino"

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Jorge Lorenzo, a cinque gare dalla fine del Motomondiale è lui al comando della classifica piloti, con 38 punti di vantaggio su Dani Pedrosa (Foto Getty)

L'INTERVISTA. E' un affare tra spagnoli, il titolo in MotoGp: Lorenzo comanda, Pedrosa insegue a 38 punti. Nel giorno delle libere iberiche, il punto con un grande campione paralimpico

di Chiara Cossalter

La volata finale per il titolo di MotoGp riprende lungo i 5078 metri del Motorland d'Aragona, terra spagnola sulla quale però a dominare è sempre stato Casey Stoner, non uno dei piloti di casa. Quest'anno l'australiano non c'è, causa infortunio, e l'occasione diventa imperdibile per Jorge Lorenzo, in testa alla classifica davanti alla Honda di Pedrosa. Valentino Rossi cerca la conferma dopo il secondo posto di Misano, invece, aspettando il trasferimento in Yamaha. La scelta ideale per far felici tutti? Ecco il parere di Alex Zanardi.

Rossi e Lorenzo in coppia a casa Yamaha, l'anno prossimo. E' la soluzione giusta per rivedere Valentino esultare?
“Credo che abbia un problema ben più grande del cambio della moto. Il suo talento in questi anni non può essere di certo sparito di colpo, ma si sono bloccati i meccanismi con cui riusciva a sfruttarlo al massimo, ha bisogno di farli ingranare di nuovo. E' alla ricerca di questo, più che di una moto più competitiva”.

Come si diventa il numero 1 dei motori?
“Per vincere bisogna far coincidere alcuni elementi, ma alla base di tutto ci sono talento innato e voglia di andare oltre. Bolt è nato con due gambe che geneticamente altre persone non hanno, ma se non ci avesse costruito qualcos’altro sopra sarebbe rimasto solo uno che batteva i suoi compagni al college. Dietro al livello che ha raggiunto ci sono allenamento, lavoro, sudore, tutte cose che fai solo se hai voglia di farle.
Valentino ha vinto tanto perchè per lui tutto questo è sempre stato un gioco bellissimo, era affascinato dall’idea di continuare a migliorarsi. Se riprende questo modus operando, probabilmente può ricominciare a vincere. Il migliore non esiste, arriva sempre il giorno che arriva uno che ti mette in difficoltà. Lo stesso discorso vale per Alonso: lui ed Hamilton sono due fenomeni, in qualsiasi era sarebbero stati tra i migliori”.

Perché Motogp e f1 sono sempre associate allo spettacolo? Qual è il bello?
"Quello della f1 è il mezzo tecnicamente più evoluto, è quanto di più potente possa essere costruito secondo il regolamento sportivo, che la tiene in equilibrio tra la necessità di avere bolidi velocissimi e quella di mantenerli accessibili a un uomo. La f1 attira per la velocità, per la capacità di accelerare e decelerare all’ultimo. E' un mezzo molto difficile da portare al limite, ma quando sai come farlo e comincia anche a riuscirti è incredibilmente piacevole cercare di migliorarsi ancora. Per chi è appassionato credo sia difficile immaginare la sensazione dei piloti che guidano Ferrari o McLaren, e proprio per questo ti viene voglia di andare a bordo pista, di sentire anche solo l’odore delle gomme che ti consumano”.

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