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22 luglio 2013

"Ciao Andrea, il coraggio di chi vive per i motori"

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Mauro Sanchini, pilota, commentatore e amico dello sfortunato Antonelli , torna sulla tragedia di Mosca. "So che saresti salito ancora su quella moto. Noi malati di moto siamo fatti così..."

(Nel video d'apertura, il ricordo di Antonelli nelle parole del pilota e commentatore tv Mauro Sanchini)

di Biagio Maglienti

Giovane, italiano, promettente. Non era ancora stato campione come Marco Simoncelli, ma Andrea Antonelli come il Sic viveva di moto, di speranza, di sport e di agonismo. E come Marco ha perso la sua battaglia più importante sull'asfalto di una gara. Investito da un amico italiano. Anche lui come Marco. Un qualcosa di già visto, purtroppo.

Un qualcosa che ci ha tenuto in ansia fino alla notizia, la più brutta che potessimo aspettarci. Proprio come accaduto con Marco Simoncelli. Quella parola che durante una gara nessuno vorrebbe mai sentire. E Andrea, come Marco, non è più tra noi.

Due nomi comuni tra i più comuni. Due volti nascosti da un casco, due sorrisi che ci accompagneranno in fututo con tanta tristezza e il rammarico di non averli più in pista a sgasare.

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