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22 settembre 2016

MGX21, una Guzzi spettacolare

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Testata la nuova bagger della casa di Mandello del Lario. Costa parecchio, ma ha finiture superbe e non passa inosservata. Impegnativa alle basse velocità, ha un motore riuscitissimo

di Andrea Perfetti

La Moto Guzzi MGX-21, presentata nel 2014 a Eicma, è finalmente in vendita al prezzo di 23.900 euro. La bagger di Mandello è costruita nello storico impianto sul Lario e nasce sull'ottima base della Moto Guzzi California 1400. E' anche lei frutto del genio di Miguel Galluzzi (trovate qui sotto la sua intervista). Appartiene al genere bagger, troviamo infatti le borse laterali integrate. Ma qui c'è anche una ruota anteriore lenticolare da 21 pollici. La moto italiana ha un'immagine imponente, da fortezza volante, e infatti la scritta Flying Fortness si aggiunge alla sigla MGX-21. A noi dal vivo ricorda un po' la moto di Batman: è grande, nera e dotata di un cupolone alato che la rende pronta a spiccare il volo. Estetica a parte, vediamo cosa c'è sotto pelle.

Cuore moderno dal look classico La MGX-21 è spinta dall’apprezzato bicilindrico a V trasversale di 1.380 cc, capace di erogare 96 cavalli a 6.500 giri e forte di ben 120 Nm già dai bassi regimi (3.000 per l’esattezza). È un motore Euro 4 e dispone del sistema ride by wire, che porta con sé tra l’altro tre mappe (veloce, turismo e pioggia) e il controllo di trazione. Il cambio ha 6 rapporti e la trasmissione finale è ad albero. Troviamo poi l’obbligatorio ABS (a due canali) e il cruise control, che si comanda dai nuovi e intuitivi blocchetti elettrici. La ciclistica sfoggia la nuova, enorme ruota da 21 pollici. Si tratta di una caratteristica quasi unica tra le bagger (soltanto la Victory Magnum è come lei). Per ospitarla i tecnici di Mandello hanno rivisto la geometria dell’avantreno e hanno dotato la moto di un inedito sistema a molle che smorza il fine corsa dello sterzo al fine di limitare la tendenza di questo a chiudere nelle manovre a bassa velocità. Il telaio è rinforzato nella zona anteriore, con tubi dal diametro maggiore, e in quella posteriore, con appositi fazzoletti aggiuntivi. L’impianto frenante è della Brembo e prevede davanti pinze radiali a quattro pistoncini. La forcella ha steli da 45 mm e non è regolabile, mentre gli ammortizzatori sono regolabili in estensione e nel precarico attraverso il pratico pomello remoto.

La strumentazione - La MGX-21 ha una strumentazione molto ricca e ben leggibile, che prevede due quadranti analogici che ospitano al loro interno i display con le principali info di viaggio. C’è di serie anche la radio, che può essere collegata via bluetooth al telefono o via USB per ascoltare la propria musica. La sella del passeggero può essere rimossa e sostituita dalla cover in carbonio. Tra gli accessori ci sono anche il cupolino maggiorato, gli specchi in alluminio, diverse leve in alluminio, selle confort e dettagli in carbonio per personalizzare ancora di più una moto che nasce già molto speciale. Le borse laterali sono ben fatte, ma hanno una capienza solo discreta; al loro interno troviamo due sacche sagomate come le borse e quindi comode per sfruttarne al meglio il volume.

La nostra prova -La nuova Moto Guzzi ha già raggiunto metà obiettivo ancor prima d'essere accesa. Ferma sul cavalletto, si presenta ai nostri occhi come una scultura di acciaio e di carbonio. Il mix tra questi due elementi è un vero spettacolo, che accentua le finiture pregevoli della MGX. Più la osservi e più ti convinci che in Guzzi siano stati bravi a contenere il prezzo (in effetti inferiore a quello della concorrenza americana e giapponese). Non c'è nulla fuori posto e ogni singolo componente in fibra è costruito con precisione e senza la minima sbavatura. Ma ora basta chiacchiere e diamo vita ai due enormi pistoni di Mandello.  

In città - La nostra bagger non nasce certo per gironzolare in città, ma la conoscenza della MGX-21 inizia proprio qui, nella Milano dell'ora di punta. E sulle prime ci spiazza. L’approccio richiede un po’ di chilometri di apprendistato. Vi spieghiamo perché. La sella è bassa (740 mm), ma il peso di 341 kg (a cui aggiungere quello dei 20 litri di benzina) rende la guida a bassa andatura piuttosto impegnativa. La MGX-21 è parente della facile California 1400 che conoscete tutti, ma la ruota da 21 (con pneumatico 120/70, mentre dietro c’è un 180/60 da 16") limita la maneggevolezza sotto i 40 orari. E' sufficiente abbandonare il traffico per ritrovare la bella guida della maxi cruiser italiana. Proseguiamo quindi il nostro test in direzione della Brianza prima e del Lago di Como poi, su strade più congeniali alla nostra bagger.

Il piacere di guidarla - Riscopriamo coi chilometri il grande piacere di guida delle ultime Guzzi, che uniscono la linea classica con l'ineccepibile comportamento ciclistico. Già a media velocità la MGX-21 si lascia infatti condurre in modo intuitivo e affronta senza problemi anche i tornanti. Basta inserire la seconda – il cambio è di una precisione svizzera – per svoltare agevolmente. La stabilità è valida anche a velocità autostradale (oltre non siamo andati in questo primo test), merito di un interasse di ben 1.700 mm. Il motore ha un tiro spettacolare anche in basso. Non è mai brutale o scorbutico, puoi sempre contare su di lui quando prendi in mano l’acceleratore. La posizione di guida è comoda, ma si adatta meglio alle persone alte. Il manubrio è infatti distante, mentre le pedane potrebbero essere un filo più avanzate. Il passeggero ha il giusto spazio a disposizione, ma, per stare davvero a suo agio in viaggio, avrebbe bisogno di uno schienalino di supporto.  In tema di confort segnaliamo anche una protezione dall’aria migliorabile oltre i 120 km/h e il calore del motore avvertibile in città nella zona delle ginocchia (anche se mai davvero fastidioso).

La forcella - Ha una valida taratura, mentre gli ammortizzatori con soli 80 mm di escursione lamentano reazioni un po' secche sulle asperità. La frenata è ottima sotto tutti i punti di vista. Sui percorsi tortuosi la MGX-21 è rotonda nella guida e sempre molto piacevole grazie al telaio solido e al motorone dall’erogazione pastosa come pochi altri. Il consumo medio è in linea con la tipologia di moto e pari a 7,5 l/100 km. Il bello è che le emozioni continuano anche a motore spento: la fortezza volante di Mandello è fatta per stupire anche e soprattutto con la sua estetica unica e sfacciata. E ci riesce davvero bene.

Pregi e difetti - Pregi: Finiture e qualità costruttiva - Motore e cambio | Guida fuori città.
Difetti: Peso impegnativo a bassa velocità | Protezione dall'aria | Borse poco capienti.

Maggiori info
Luogo: Mandello del Lario
Meteo: 32°, sole
Foto di Alberto Cervetti e Marco Zamponi

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