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07 febbraio 2014

Bianco, canadese, leggendario: Nash, 40 anni da re

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Nash è tornato in campo martedì scorso contro Minnesota: un infortunio lo aveva bloccato per tre mesi (Getty)

Il play dei Lakers compie 40 primavere e le festeggia in campo dopo un lungo infortunio. Per due volte Mvp della regular season, ha lasciato il segno senza avere mai vinto l'Anello. E pensare che in pochi avrebbero scommesso su di lui

di Lorenzo Longhi

"Fresh" è la parola che ha scelto per descriversi su Twitter. "Fresh", termine che ha mille significati e, anche in inglese, può indicare pure gioventù, rigenerazione, freschezza appunto. Ecco: chissà se Steve Nash ci ha pensato, quando lo ha scritto, che il termine avrebbe potuto descriverlo ancora il 7 febbraio 2014, oggi, giorno del suo compleanno numero 40. Splendido quarantenne tradito dalla stempiatura ma ancora in campo; il giocatore più anziano della Nba, un mito capace di ipnotizzare con le sue giocate irresistibili avversari e pubblico, uno sul quale in pochi avrebbero scommesso venticinque anni fa. E invece...

Nash è attualità, Nash è leggenda: primo bianco dopo Larry Bird e, soprattutto, primo giocatore non americano - di nascita o naturalizzato che fosse - a potersi fregiare del titolo di Mvp della Nba (2004-05 e 2005-06, con la maglia dei Suns), è l'unico giocatore a poter vantare 90 partite consecutive con almeno 5 assist. Si potrebbe continuare, ma non sono sufficienti i numeri a descriverne una carriera in cui, in fondo, manca solo l'Anello, sempre sognato e mai raggiunto. Perché Nash, con ogni probabilità, sarebbe diventato Nash anche in altri sport.

Nell'hockey, magari nel calcio, la sua grande passione, forse nel baseball: li ha provati tutti, il sociologo Nash, esempio di impegno e talento - non c'è un appassionato di Nba che non abbia negli occhi almeno una manciata di suoi assist da standing ovation - nonché di resistenza. Anche a quarant'anni, con la consapevolezza di essere il veterano della Nba attuale e di essere ancora capace di rimandare l'addio, battendo il passare del tempo e gli acciacchi. L'ultimo dei quali, ad esempio, lo ha tenuto fuori per quasi tre mesi: bene, Nash ha avuto la forza di rimettersi in sesto e, martedì contro i Minnesota Timberwolves, è rientrato giusto in tempo per festeggiare il compleanno abile e arruolato. "Fresh", insomma.

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