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29 aprile 2014

Razzismo, la Nba sospende a vita il boss dei Clippers

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Donald Sterling non potrà più assistere a partite del campionato americano di basket. Sarà anche multato con 2,5 milioni di dollari. La Lega farà di tutto per portarlo a vendere la franchigia

La Nba ha sospeso a vita il patron della squadra di basket dei Los Angeles Clippers, Donald Sterling, accusato di aver pronunciato frasi razziste. Lo afferma la Nbc a pochi minuti dall'annuncio ufficiale. Sterling, che quindi non potrà mai più assistere a partite del campionato, sarà anche multato con 2,5 milioni di dollari. La Lega farà di tutto per portarlo alla cessione della franchigia californiana.

La telefonata dello scandalo -
Il sito Tmz aveva diffuso un audio regitrato il 9 aprile tra Sterlin e la sua fidanzata V. Stiviano. Nell'audio si sente Sterling, 80 anni e di religione ebraica, lamentarsi la giovane di quanto lo avesse infastidito vedere una sua foto su Instagram con la legenda del basket californiano, Magic Johnson: "Non capisco perché vuoi essere associata con dei neri. Devi proprio? Ci puoi dormire, ci puoi fare qualunque cosa tu voglia. Il minimo che ti chiedo è di non darne pubblicità e di non portarmeli alle mie partite".

La decisione della Nba
- Le frasi razziste del patron dei Clippers "sono profondamente offensive e dannose", nonché "contrarie al principio di inclusione e allo spirito multiculturale della nostra lega": cosè il commissario della Nba, Adam Silver, ha commentato le sanzioni decise nei confronti di Sterling, chiedendo anche scusa all'ex stella del basket Usa Magic Johnson al centro della telefonata che ha scatenato il caso.

Nel calcio, il caso Dani Alves - Ma questi sono anche i gironi del caso Dani Alves (clicca qui per lo storify), giocatore del Barcellona al quale, durante la partita contro il Villarreal, è stata lanciata dagli spalti una banana. Fatto anche questo stucchevole, al quale il giocatore brasiliano ha risposto raccogliendo il frutto e mangiandolo. Il tifoso è stato bandito dagli stadi spagnoli e la vicenda ha preso anche una piega ironica con la gara di solidarietà su social network a colpi di foto e di banane.

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