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02 dicembre 2016

I Clippers distruggono i Cavs, Miami ok con Utah

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Chris Paul e soci sbancano Cleveland con il massimo stagionale per assist (33). Vittorie esterne per Milwaukee e Miami grazie ad Antetokounmpo e Dragic, Memphis rimonta nell'ultimo minuto e vince con Orlando.

Cleveland Cavaliers-L.A. Clippers 94-113 – Reduci dalla peggior sconfitta della stagione a Milwaukee, i Cavs pensavano che una notte di pensieri nelle loro case e un buon allenamento potesse rimettere magicamente tutto a posto. Sbagliato, anzi sbagliatissimo: i Clippers (reduci da tre sconfitte consecutive) sono scesi a Cleveland e hanno dominato i campioni in carica, prendendo il possesso nella gara sul finire del secondo quarto – tenuti in piedi dai 21 punti con 8/10 al tiro di J.J. Redick nel solo primo tempo – e non si sono più voltati indietro. Chris Paul (16 e 9 assist) e Blake Griffin (13 e 11 assist, career-high per assistenze) hanno fatto a pezzi la difesa dei Cavs, raggiungendo come squadra il massimo in stagione per assist (33 su 42 canestri segnati).

Il parziale di 13-2 con cui i Clippers hanno aperto il terzo quarto ha creato una voragine arrivata a toccare le 27 lunghezze, peggior deficit dei Cavs in questa stagione, e rendendo l’ultimo quarto un puro esercizio di garbage time. Cleveland ha avuto 28 punti da Kyrie Irving e 16 sia da LeBron James che da Kevin Love, ma ha tirato sotto il 40% di squadra, senza toccare la doppia cifra in triple segnate per la prima volta da inizio anno, con J.R. Smith che ha chiuso con più falli (5) che punti (3). «Abbiamo avuto due brutte partite, questo è sicuro. Purtroppo è capitato che fossero una dopo l’altra, ma succede. Se diventassero tre in fila allora sì che dovremmo parlarne, ma possiamo rifarci subito e andrà tutto bene» ha dichiarato nel post-partita LeBron James, che domani notte riabbraccerà l’amico Dwyane Wade nella sfida con Chicago.

Brooklyn Nets- Milwaukee Bucks 93-111 – I Bucks passano al Barclays Center grazie all’ormai solito contributo della coppia Giannis Antetokounmpo e Jabari Parker. Il greco ne mette 23 con 8 rimbalzi, 8 assist, 4 recuperi e 2 stoppate senza palle perse, mentre la seconda scelta assoluta del Draft 2014 chiude a quota 22, decisivi in una gara rimasta in equilibrio per tutto il primo tempo. A fare la differenza sono i 38 punti che i Bucks piazzano nel terzo quarto, allungando il testa al match senza che i Nets avessero poi la possibilità di rientrare in gara. Alla sirena sono quattro i giocatori di Brooklyn in doppia cifra, guidati da un Brook Lopez da 15 punti che non servono ad evitare la 13esima sconfitta stagionale. Per Milwaukee invece è la nona vittoria a fronte di otto sconfitte.

Memphis Grizzlies-Orlando Magic 95-94 – Marc Gasol segna 25 punti, miglior marcatore dei rimaneggiati Memphis Grizzlies (soltanto nove giocatori in rotazione), e guida i suoi alla vittoria in rimonta contro Orlando. I Magic approfittano della serata no al tiro dei padroni di casa e a metà dell’ultima frazione veleggiano oltre la doppia cifra di vantaggio, ma subiscono il ritorno di Memphis che chiude a doppia mandata l’accesso all’area e ritrova la via del canestro con continuità, recuperando quattro punti nell’ultimo minuto, prima con la tripla di JaMychal Green e poi mettendo il naso avanti con i due liberi decisivi firmati Marc Gasol. I 28 punti di Evan Fournier si trasformano in breve da trascinanti a inutili, relegando la squadra di coach Vogel al 12° posto nella Eastern Conference dopo la 12° sconfitta stagionale.

Utah Jazz-Miami Heat 110-111 – "No George Hill, no win" verrebbe da dire guardando il record degli Utah Jazz. Il playmaker ex Pacers, assente a causa di un problema al piede, non è a disposizione per la gara contro gli Heat e la sua assenza pesa eccome sulle sorti di una partita decisa soltanto sulla sirena finale dal tiro del possibile sorpasso sbagliato da Gordon Hayward, miglior marcatore di serata a quota 31. In casa Heat a pesare sono i 27 di Goran Dragic (a proposito dell’assenza di Hill…) e i 24 di James Johnson, al suo massimo stagionale. Per Miami è la seconda vittoria in trasferta consecutiva dopo quella colta a Denver e chiuderanno il loro mini giro a ovest con la sfida a Portland di sabato notte.

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