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14 marzo 2017

Gigi Datome e la saetta in testa come Harry Potter

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La ferita in testa subita uscendo dal campo a causa dei tifosi del Galatasaray ricorda quella del personaggio dei libri della Rowling e Datome ne approfitta per stigmatizzare un gesto deprecabile con intelligenza e ironia

Gigi Datome, ex giocatore dei Pistons e dei Celtics, è da sempre un campione non solo in campo, ma anche una persone intelligente e ironica fuori dal parquet. Il capitano della nazionale italiana di basket e attuale ala del Fenerbahce ha giocato domenica scorsa l’infuocato derby di Istanbul in casa del Galatasaray, vinto dalla sua squadra per 79-75. Un risultato mal digerito dal pubblico di casa che al temine del match ha lanciato di tutto verso gli avversari. Centinaia di monetine e accendini sono piovuti sul parquet, uno dei quali ha colpito sulla fronte proprio il giocatore sardo. Un atto da censurare che ha ricevuto la ferma condanna da parte di tutte le parti coinvolte e che ha rammaricato molto anche lo stesso Datome, che sui social ha commentato: “Gli ambienti sportivi dovrebbero essere molto diversi”.

La saetta di Harry Potter – Poche ore dopo però, passata la delusione, arriva il colpo di genio. La ferita sulla fronte subita dal numero 70 non ricorda soltanto quelle lasciate dalla corona di spine sul capo di Gesù Cristo (sì, la barba aiuta), ma soprattutto quella meno blasfema presente sulla testa di Harry Potter, il protagonista del successo editoriale planetario a firma J.K Rowling. Il piccolo mago infatti, ritrovatosi faccia a faccia contro il terribile Voldemort, era uscito miracolosamente illeso dallo scontro, fatta eccezione per la saetta presente sulla sua fronte che ciclicamente tornava a ricordargli quale fosse il suo destino. E così Datome, colta la palla al balzo, ha scatenato i suoi 145.000 follower su Twitter.

“Ragazzi, taggate me e la Rowling con la foto, è l’unica opportunità che ho di conoscerla”. Un appello accolto da tantissimi (anche dai compagni come Bojan Bogdanovic, che non si sono fatti scappare l’occasione per prenderlo un po’ in giro). Un appello ritwittato e rilanciato talmente tanto da giungere alla fine proprio alle orecchie della scrittrice. “L’ho appena visto. Per la cronaca, nessuno ha bisogno di farsi colpire in testa per conoscermi. Guarisci in fretta”, è stato l’ironica risposta arrivata sempre via Twitter. In fondo basta poco per stigmatizzare dei comportamenti beceri, alle volte riuscendo anche a realizzare uno dei propri desideri.

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