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14 marzo 2017

NBA, playoff: sì per Gallinari, no per Belinelli

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Contro i Lakers la squadra di Danilo Gallinari, autore di 18 punti, centra il terzo successo consecutivo e rafforza la sua ottava posizione a Ovest. Sconfitti in casa dai Chicago Bulls invece gli Hornets di un Marco  Belinelli da 7 punti: playoff sempre più lontani

Denver Nuggets-Los Angeles Lakers 129-101 – Un primo quarto da 35 punti segnati, un parziale di 15-0 nel secondo periodo, un vantaggio di 24 punti all’intervallo che diventano poi anche 32 nel terzo quarto. Pochi i problemi incontrati dai Denver Nuggets per centrare la loro terza vittoria in fila (massimo stagionale) sbarazzandosi di una squadra in totale disfacimento come i Lakers, che hanno perso 10 delle ultime 11 e guardano solo al prossimo Draft. Migliori marcatori fra i padroni di casa due membri della panchina, Will Barton e Jamal Murray, capaci di segnare 22 punti a testa (61 il totale messo a tabellone dalla second unit dei Nuggets). Per L.A. il migliore è Ivica Zubac, autore di 25 punti con un eccellente 12/15 al tiro e 11 rimbalzi, mentre 19 ne aggiunge Jordan Clarkson, partito in quintetto al posto di D’Angelo Russell, e 14 anche Brandon Ingram. 

Gallinari inizia forte – Decisivo nell’indirizzare subito la partita su binari favorevoli a Denver è stato Danilo Gallinari, autore di 9 dei suoi 18 punti totali già nel primo quarto. Porta la sua firma il canestro da highlight – spin move e schiacciata – che apre la partita, ma nel corso della gara il n°8 di Denver mette in mostra tutta la sua versatilità offensiva, colpendo dall’arco (3/6), andando in lunetta (5/5) e distribuendo assist ai suoi compagni (5). Chiude con 5/10 dal campo e +14 di plus/minus, trascinando in maniera sempre più convincente i suoi Nuggets vicini all’obiettivo playoff. 

Charlotte Hornets-Chicago Bulls 109-115 – Dopo cinque sconfitte in fila Fred Hoiberg decide di cambiare: fuori Jerian Grant dal quintetto, dentro Rajon Rondo. E l’ex Celtic risponde alla grande: 3 triple e 3 assist già nel primo quarto (e Bulls a quota 36, già avanti di 12), 20 con 7 rimbalzi e 6 assist a fine gara, la prima disputata in quintetto nel 2017. Un risuscitato, proprio come Nikola Mirotic, che dopo aver dichiarato l’intenzione di Hoiberg di non utilizzarlo più fino a fine anno si ritrova in campo 29 minuti che sfrutta al meglio, segnando 24 punti con 5 triple e collezionando 11 rimbalzi. “Vorrei metterla in loop in sala video per mostrare come dobbiamo e possiamo giocare”, le parole di Hoiberg nel post-partita: “Passaggi, giocate altruiste, penetrazioni e scarichi, la palla mai ferma”. Non un caso allora anche i 23 punti a testa di Dwyane Wade e Jimmy Butler (dal 16 gennaio 2008 Chicago non aveva 4 giocatori diversi con almeno 20 punti nella stessa partita), mentre è Jeremy Lamb (26 da titolare al posto di Batum, fuori per un forte mal di testa) il migliore fra i padroni di casa, che hanno anche 22 punti da Michael Kidd-Gilchrist, 21 da Kemba Walker e 18 rimbalzi da Marvin Williams, massimo in carriera eguagliato. 

Belinelli si ferma a 7 – La panchina degli Hornets (con Lamb promosso titolare) segna solo 16 con 6/18 dal campo e 0/7 da tre contro i 38 della second unit dei Bulls. L’unico a provarci è proprio Marco Belinelli, che in 22 minuti riesce a collezionare 7 punti (anche se con 2/7 al tiro), 3 assist e 2 rimbalzi, ma le parole nel post-partita di coach Clifford spiegano meglio di tanti numeri le difficoltà di Charlotte: “A questa squadra manca fisicità, non sappiamo intimidire, non siamo duri abbastanza. Siamo intelligenti, altruisti, abbiamo un buon livello di talento, ma giochiamo solo di finezza. So quello che non sta funzionando ma non sono stato capace di farlo capire alla squadra, non sono stato capace di connettere coi miei giocatori. E questo è solo colpa mia”.

 

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