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18 aprile 2017

NBA, Belinelli dolceamaro: “Possiamo fare meglio”

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Fine anno è tempo di bilanci e le parole di Marco Belinelli mischiano la soddisfazione del suo impatto con la realtà di Charlotte alla delusione per il mancato approdo ai playoff. "Un paio di squadre in campo ora non sono milgliori di noi", dice l'azzurro

Un rito del finale di stagione NBA sono quelle che in America vengono chiamate exit interview, i colloqui a cui ogni giocatore viene chiamato prima del rompete le righe di fine anno. Una sorta di bilancio del campionato condiviso con dirigenza e coaching staff, che di solito ne approfitta anche per dettare le linee estive e la preparazione da seguire. A margine, anche l’ultimo incontro con i giornalisti della stampa locale, un rituale che ci consegna le ultime parole di Marco Belinelli sulla stagione 2016-17 sua e degli Charlotte Hornets: “Ovviamente non siamo contenti di come è finita, con la mancata qualificazione ai playoff – la prima dichiarazione di Beli – ma personalmente sono molto felice di come mi sono trovato qui a Charlotte, di questa organizzazione, del modo in cui mi ha utilizzato coach Steve Clifford e dei miei compagni con cui ho avuto il piacere di scendere in campo sera dopo sera”. Un primo bilancio positivo che assume tinte ancora più rosee se declinato al futuro: “Credo che in questa squadra ci sia il potenziale di fare qualcosa di grande, perché delle squadre che oggi stanno giocando i playoff a Est ce ne sono almeno un paio che non sento superiori a noi. Per questo il nostro obiettivo durante l’estate dev’essere quello di lavorare e migliorarci perché soprattutto in difesa quest’anno ci è mancato qualcosa. Nei quarti quarti il nostro sforzo difensivo spesso non è stato all’altezza e alla fine è stato proprio questo a fare la differenza e a impedirci di vincere un paio di partite punto a punto, in particolare in trasferta”.

La stagione di Marco Belinelli analizzata a Basket Room

Il rammarico e la voglia di migliorarsi

In corsa fino all’ultima settimana di regular season, nella speranza (poi vana) di acciuffare l’ottava posizione a Est, Belinelli sa benissimo che non è stato lo sprint finale a costare agli Hornets la qualificazione ai playoff quanto un inspiegabile passaggio a vuoto a metà campionato: “Non sono state le ultime partite della stagione a segnare il nostro destino quanto invece lo sciagurato periodo tra gennaio e febbraio [una sola vittoria in 13 partite dal 23 gennaio al 23 febbraio, ndr] durante il quale abbiamo buttato via gare alla nostra portata, giocate punto a punto ma poi perse come quella contro New York ad esempio [110-107 Knicks, il 27 gennaio, ndr] oppure, ancora più recentemente, quella contro Washington in cui eravamo sopra di 12 all’intervallo prima di finire sconfitti [118-111, il 4 aprile, ndr]. Non possiamo permetterci sconfitte del genere, dobbiamo trovare il modo di far meglio”. Un passo in avanti che con grande onestà la guardia degli Hornets ammette di dover fare lui stesso in prima persona: “Sì, so di poter far meglio di quanto fatto vedere questo primo anno, soprattutto nelle percentuali al tiro da tre. Avevo iniziato la stagione bene, attorno al 42%, poi l’infortunio alla caviglia che mi ha tenuto fuori per qualche gara probabilmente mi ha fatto perdere un po’ di ritmo. Nessuno è perfetto, per cui quando parlo di miglioramenti il primo a dover lavorare in estate sono io, per tornare a ottobre già in forma e ancora più forte”. Un lavoro che Belinelli farà in maglia azzurra, impegnato in un Europeo che vuole vedere l’Italia finalmente protagonista: “Io in Nazionale ci sarò, ci tengo alla maglia azzurra, ma anche in chiave Hornets è anche un ottimo modo per restare in forma e confrontarmi a un livelli di competizione

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