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13 giugno 2017

NBA Finals, i Golden State Warriors boicotteranno la vista da Trump?

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Secondo indiscrezioni, i campioni NBA 2017 avrebbero deciso di rifiutare il tradizionale invito alla Casa Bianca, che il presidente degli Stati Uniti rivolge alle squadre vincitrici di campionati negli USA

I Golden State Warriors potrebbero non andare da Donald Trump. Secondo l'indiscrezione - non confermata - riportata da diversi network americani, i giocatori e lo staff tecnico della squadra campione della NBA per il 2017 avrebbero deciso all'unanimità di rifiutare l'invito del Presidente Donald Trump per la tradizionale visita alla Casa Bianca riservata alle squadre che vincono i vari campionati negli States. Poche ore dopo la vittoria in gara-5 sui Cleveland Cavaliers, sui social network sono circolate notizie, non confermate ufficialmente, della decisione di non accettare l’invito di Trump a Washington. Per il momento gli Warriors hanno rimandato la scelta dicendo in un comunicato che "la decisione verrà presa a tempo debito", visto che un invito ufficiale non è ancora arrivato. Non si conoscono ancora i motivi ufficiali del rifiuto, ma sembra probabile che ciò sia dovuto alle divergenze d’opinioni con il presidente degli Stati Uniti. C’è da dire, però, che nessun club vincitore di campionato, ha finora saltato un invito a Washington. A febbraio, alcuni giocatori dei New England Patriots, vincitori del Superbowl avevano rifiutato l’invito della Casa Bianca per dei motivi politici. La maggior parte di squadra e staff invece, è stata invece presente all’incontro, così come faranno i Pittsburgh Penguins campioni della NHL.

I precedenti

Mesi fa, Shaun Livingston aveva avvisato tutti: se i Warriors avessero vinto il titolo, non avrebbero risposto all’invito del presidente Donald Trump. Non è l’unico a pensarla così. Il coach di Golden State Steve Kerr ha definito le politiche del presidente degli Stati Uniti "non americane". Kerr ha perso il padre per colpa del terrorismo (fu ucciso mentre serviva il suo paese come ambasciatore statunitense in Libano), a gennaio aveva fortemente attaccato l’"Immigration ban" voluto dal presidente americano, all’indomani dal suo insediamento alla Casa Bianca. Per Steph Curry, protagonista negli anni scorsi di diverse iniziative benefiche con Barack e Michelle Obama, Trump è invece un "ass" (str**** ndr). Per David West, che ha giocato pochissimi minuti questa stagione, invece, l’approccio di Trump è l’opposto a ciò che si deve insegnare ai giovani.

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