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27 giugno 2014

L’obesità nel mondo

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Credits: Getty Images

I dati dell'ultimo Global Burden of Disease sono preoccupanti: una persona su tre è obesa. Più di due miliardi concentrati prevalentemente nei Paesi industrializzati

Secondo il Global Burden of Disease, ricerca che come ogni anno viene pubblicata sulla rivista The Lancet, l’obesità interessa ben 2,1 miliardi di persone, ovvero il 30% della popolazione mondiale, di cui il 62% nei paesi in via di sviluppo. Limitata inizialmente ai paesi industrializzati, la condizione di obesità riguarda ormai anche e soprattutto i paesi emergenti. "L'obesità è un problema che tocca tutto il mondo, indipendentemente dall'età, dal luogo o dal reddito", ha detto Claudio Cricelli, Presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). “Certo, c’è un forte legame tra il reddito e l'obesità: nei Paesi in via di sviluppo, quando le persone diventano più ricche tendono a ingrassare. In molti Paesi ricchi invece, come gli Stati Uniti e il Regno Unito, il trend è invertito, anche se di poco. Gli scienziati hanno verificato inoltre che quando aumenta l'obesità si riscontrano picchi di diabete, e che crescono anche i tassi di tumori legati al peso, come il cancro del pancreas”.

I Paesi industrializzati a rischio - Stati Uniti, Regno Unito e Australia sono in testa ai paesi industrializzati, con oltre il 60% degli abitanti sopra i vent'anni obese o sovrappeso. Se guardiamo solo all'Europa Occidentale i tassi di obesità vanno da un massimo del 14% in Israele e del 13% a Malta, a un minimo del 4% in Olanda e Svezia.

Pvs sulla cattiva strada - Per quanto riguarda i paesi in via di Sviluppo, se l'obesità è quasi assente in alcuni paesi africani come il Burkina Faso o il Ciad, nazioni del Medio Oriente, Sudamerica e Oceania cominciano a registrare percentuali preoccupanti. E' il caso di Egitto, Libia, Arabia saudita, Oman, Bahrein e Kuwait, dove il fenomeno è aumentato in modo significativo, in particolare per le donne (70%).
Una tendenza simile si registra anche in Messico, Salvador, CostaRica, Honduras, Cile e Paraguay e soprattutto nei microstati del pacifico come Tonga, Kiribati o Samoa oltre l'80% della popolazione.

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