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24 luglio 2014

Il cancro? Non chiamatelo ‘male incurabile’!

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Al Ministero della Salute presentazione del libro della Fondazione “Insieme contro il Cancro” che descrive i progressi nella lotta contro i tumori: oggi quasi il 60% dei malati riescono a guarire

Alla fine degli anni Settanta solo poco più del 30% delle persone colpite dal cancro sconfiggeva la malattia. Negli anni Novanta si è arrivati quasi al 47%, mentre oggi si è quasi al 60%. “Sono risultati importanti – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ - Non si può più parlare di male incurabile. Sta cambiando la percezione della patologia da parte dei cittadini. Ma avvertiamo, anche nei media, la tendenza a definirla ancora con quella espressione fuorviante e allarmistica, dovuta a ignoranza”.
Ecco perché la Fondazione “Insieme contro il cancro”, che compie il primo anno di attività, ha realizzato un libro dal titolo emblematico: Il male incurabile. I progressi nella lotta contro il cancro e il nuovo ruolo della comunicazione. Il volume (168 pagine, Intermedia Editore) è stato presentato questa mattina in un convegno nazionale al Ministero della Salute, con l’intervento del Ministro Beatrice Lorenzin.

I dati - Il miglioramento delle percentuali di guarigione è evidente in neoplasie frequenti come quelle della prostata (91%), del seno (87%) e del colon-retto (64% uomini e 63% donne). “Il merito – continua il prof. Cognetti -  è da ricondurre a terapie sempre più efficaci e alla diagnosi in fase precoce. Senza dimenticare le campagne di prevenzione: fino al 40% dei tumori può essere prevenuto seguendo uno stile di vita corretto (no al fumo, dieta corretta, attività fisica costante). Ma non ci siamo limitati a scattare una fotografia dei passi in avanti contro la malattia negli ultimi 40 anni”.

Mai più ‘male incurabile’ - La seconda parte del libro è dedicata alle interviste a 15 direttori di testate giornalistiche nazionali: Giulio Anselmi (ANSA), Bianca Berlinguer (Tg3), Mario Calabresi (La Stampa), Virman Cusenza (Il Messaggero), Ferruccio de Bortoli (Corriere della Sera), Roberto Iadicicco (AGI), Bruno Manfellotto (l’Espresso), Giuseppe Marra (AdnKronos), Ezio Mauro (la Repubblica), Mauro Mazza (Rai Sport), Clemente Mimun (Tg5), Andrea Monti (La Gazzetta dello Sport), Roberto Napoletano (Il Sole 24 Ore), Luciano Onder (Tg2) e Alessandro Sallusti (Il Giornale). “Abbiamo voluto capire – sottolinea il prof. Cognetti - come i media trattano l’argomento ‘cancro’, come deve essere oggi una corretta comunicazione ai cittadini su questo tema, quali rischi si corrono nel trattare queste notizie e quale ruolo devono svolgere i giornalisti per offrire la giusta lettura. Abbiamo dato la parola ai direttori e abbiamo chiesto loro di assumere un impegno preciso: cancellare l’espressione ‘male incurabile’ dalle testate di cui sono responsabili. Perché sappiamo che un’informazione corretta può rappresentare la prima medicina”.

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