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02 dicembre 2014

Ragazzi, l’importanza di vaccinazioni e stili di vita sani

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Getty Images

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “Molti genitori scettici espongono i bambini al rischio inaccettabile di malattie”. Aggiunge Sergio Pecorelli, rettore dell’Università di Brescia: “Serve anche un’adeguata alimentazione e più esercizio fisico”

“In tutta Italia aumentano le persone che non vaccinano i propri bambini, anche a causa dell’influenza di alcuni canali di informazione, soprattutto via web, che rendono molti genitori scettici. In questo modo, però, si espongono i bambini al rischio inaccettabile di malattie. Bisogna tenere alta la guardia in tutto il mondo”. È questo l’appello lanciato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante il Convegno “The State of Health of Vaccination”, organizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dal Ministero della Salute nell’ambito del Semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea.

Vaccini, le barriere sociali e culturali - “I vaccini hanno permesso di ottenere risultati straordinari nella prevenzione di numerose malattie e hanno contribuito all’aumento della speranza di vita – ricorda il prof. Sergio Pecorelli, Rettore dell’Università di Brescia, presidente AIFA e dell’associazione senza scopo di lucro Healthy Foundation - Eppure, ancora oggi, devono affrontare una serie di barriere sociali e culturali. Bisogna far capire a giovani e genitori che anche le vaccinazioni devono rientrare in uno stile di vita corretto, insieme a un’adeguata alimentazione e all’esercizio fisico”. Per questo, Healthy Foundation ha lanciato nel 2013 la prima campagna in Italia di sensibilizzazione su questi temi, rivolta agli studenti delle scuole medie, con il patrocinio del Ministero della Salute e delle Regioni Lombardia e Veneto. “Il Ritratto della Salute: 10+!”, questo il nome del progetto, prevede una serie di lezioni nelle scuole, svolte dagli specializzandi di medicina, su argomenti fondamentali per la salute. Nelle prime due fasi, sono stati coinvolti oltre 70 Istituti in 10 province tra Lombardia e Veneto, per un totale di oltre 4mila studenti e centinaia di insegnanti. Ma la campagna non si ferma e presto si allargherà anche in altre sette Regioni: Lazio, Friuli, Piemonte, Toscana, Puglia, Campania e Sicilia.

Poca attività fisica
- “In Italia, il 17,6% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni è sovrappeso. Il 3,4% obeso. Solo il 7,6% pratica un’ora di esercizio fisico tutti i giorni o, in alternativa, 5-7 ore settimanali – aggiunge il prof. Pecorelli – Questi numeri, che già classificavano l’Italia al 32° posto rispetto agli altri Paesi del mondo in un’indagine internazionale 2006, evidenziano uno scarso livello globale di attività fisica nei nostri ragazzi. Inoltre, è ormai evidente come i giovani della Penisola stiano abbandonando sempre più le regole della dieta mediterranea, riconosciuta a livello scientifico come modello alimentare sano ed equilibrato, in grado di prevenire molte malattie e garantire il peso forma. Ecco perché entriamo nelle scuole per spiegare ai ragazzi come diventare “il ritratto della salute”, a un’età abbastanza precoce, con lezioni tenute da insegnanti poco più grandi di loro. Abbiamo ricevuto finora numerosi riscontri positivi da professori, Dirigenti scolastici e Istituzioni e proseguiremo anche nel 2015”.

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