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04 dicembre 2014

Dieta mediterranea salva-prostata: meno tumori al Sud

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Getty Images

Le regioni del Mezzogiorno si registra una minore incidenza di cancro alla prostata. Mentre la maglia nera è di Piemonte e Umbria. La prevenzione comincia anche a tavola, dove bisogna privilegiare ortaggi gialli e verdi, olio d’oliva e frutta

Il tumore della prostata si alimenta a tavola: una dieta ricca di grassi saturi, fritti e carne rossa aumenta la probabilità di sviluppare il cancro. Lo dimostrano anche i numeri: le Regioni del Nord sono le più colpite, mentre il Meridione, patria della dieta mediterranea, è la zona in cui si registra la minore incidenza. La Campania occupa il penultimo posto, seguita soltanto dalla Basilicata, con tassi inferiori di un terzo rispetto al Piemonte ‘maglia nera’ e all’Umbria, regione nota per l’elevato consumo di insaccati e bistecche.

Per giocare d’anticipo sulla neoplasia più diffusa tra gli uomini, che registra 36mila nuove diagnosi nel 2013, si devono quindi privilegiare ortaggi gialli e verdi, olio d’oliva e frutta. Così facendo si può allontanare il rischio di contrarre il tumore che, comunque, rispetto al passato fa sempre meno paura: nell’ultimo decennio la mortalità è diminuita del 10%.

Grazie allo stile di vita, ma anche alle terapie innovative, come quella presentata oggi a Roma, durante un media event sul cancro della prostata. Un trattamento avveniristico, un radiofarmaco (Ra-223), che aumenta del 30% la sopravvivenza dei pazienti. “Anche se – sottolinea il prof. Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento di oncologia medica del “Regina Elena” di Roma – lo stile di vita rimane fondamentale nella prevenzione di questo e di moltissime altre forme di tumori”.

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