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05 dicembre 2014

Depressione, con lo sport si combatte il cattivo umore

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Getty Images

Secondo un recente studio, ne soffre il 12,5% della popolazione italiana. Ma solo il 20% effettua la cura in maniera corretta, mentre il 50% sospende i trattamenti nei primi 90 giorni. Al via il progetto “Psychè” per formare il medico di famiglia

L’umore si può influenzare positivamente grazie allo sport! E anche i medici sembrano averlo capito. Secondo uno studio della Mental Health Foundation inglese, infatti, i camici bianchi che oggi prescrivono ai pazienti di fare esercizi per superare forme lievi di depressione sono il 35%, contro il 5% di quattro anni fa. Una strategia vincente, come sottolineato da molti studi internazionali. Ad esempio, la Southern Methodist University di Dallas e la Boston University hanno dimostrato come l’esercizio possa colmare il divario per le persone che non possono ricevere terapie tradizionali contro la depressione, a causa dei costi. L'esercizio fisico può avere risultati comparabili a quelli offerti da terapie farmacologiche e cognitive, ma non solo. Ha effetti positivi anche sulla salute generale: muscolatura, apparato osteoarticolare e cardiorespiratorio.

7,5 milioni di italiani
- In Italia la depressione colpisce 7,5 milioni di persone, il 12,5% della popolazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la malattia, oggi, è il primo motivo di disabilità. Un problema serio che coinvolge famiglie e mondo del lavoro: una persona depressa su 3 lo è ancora dopo un anno, oltre la metà avrà una ricaduta nell’arco della sua esistenza. La concomitanza di altre patologie croniche, come ipertensione o diabete, peggiora la qualità di vita. Nella gestione di questi pazienti è fondamentale il ruolo del medico di famiglia. Per questo nasce il progetto “Psychè”, presentato a Firenze durante il 31° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG, 27-29 novembre). L’iniziativa è realizzata con il contributo incondizionato di Angelini e in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP). “L’impatto della malattia purtroppo è sottovalutato – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - Le linee guida raccomandano un trattamento di almeno 6 mesi, per l’alto rischio di recidiva. Ma diversi studi, condotti anche in Italia, hanno dimostrato che la percentuale di persone che assumono farmaci antidepressivi in maniera continuativa e appropriata è pari solo al 20%, mentre circa il 50% sospende il trattamento nei primi 90 giorni e oltre il 70% nei primi 6 mesi”.

Formazione per i medici di famiglia - “La depressione è una delle patologie croniche prevalenti, come evidenziato anche dall’OMS, e costituisce uno dei problemi di salute pubblica più rilevanti - dichiara Fabio De Luca, General Manager della Divisione Pharma Angelini - Il medico di famiglia rappresenta, dunque, un importante presidio per il riconoscimento, il trattamento e l’eventuale invio allo specialista del paziente”. Il progetto Psychè è partito a giugno 2014, a settembre e ottobre si sono svolti i primi corsi territoriali da parte dei medici di famiglia precedentemente “formati” che si protrarranno per tutto il 2015.

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