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11 dicembre 2014

Cavolo e broccoli, i benefici dell’alimentazione anti-cancro

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Getty Images

Gli ortaggi della famiglia delle crucifere fanno da scudo contro diverse neoplasie, tra cui il tumore al colon-retto, malattia che nel 2014 ha colpito 52mila persone in Italia. L’impratanza del fattore cibo: il rischio aumenta del 33% nelle persone obese

Broccoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles appartengono alla famiglia delle crucifere e, quando vengono cucinati, è difficile non accorgersene! Ma, per una volta, si dovrebbe andare oltre il proprio naso: sono infatti ricchissimi di sostanze molto preziose per la salute e possono proteggere da malattie importanti. L’importante è che siano verdure freschissime, evitate quindi se possibile quelle surgelate. Insieme ad altri prodotti tipici della dieta mediterranea (pesce azzurro, legumi, olio extravergine di oliva, ecc.), le crucifere possono fare da scudo contro il tumore del colon-retto.

Tumore del colon-retto - “È una malattia che nel 2014 ha colpito 52mila persone in tutta Italia, ma oggi sei persone su 10 riescono a sconfiggerlo – commenta la prof.ssa Vittorina Zagonel, Direttore del Dipartimento di Oncologia Clinica e Sperimentale dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova – La prevenzione primaria (stili di vita) e secondaria (esami di screening), però, rimane una delle armi più potenti di cui disponiamo. Insieme alle novità che provengono dal campo della ricerca. Tutti i pazienti colpiti da questa neoplasia dovrebbero infatti essere sottoposti a un test molecolare. Dal risultato di questo esame dipende la scelta della cura più efficace. Nel 60% dei malati, infatti, non è presente una particolare mutazione (gene RAS) e, in questi casi, le terapie personalizzate sono in grado di migliorare in maniera significativa la sopravvivenza”.

Fattore alimentazione - È quanto emerso dal convegno: “Come sconfiggere il tumore del colon-retto: l’importanza degli screening e dei test genetici”, organizzato oggi presso lo IOV e reso possibile da un educational grant di Amgen. “Questa malattia è direttamente associata a un’alimentazione molto calorica, ricca di grassi animali, carni rosse e povera di fibre – aggiunge la prof.ssa Zagonel –. Il rischio di sviluppare il cancro aumenta del 15% nelle persone in sovrappeso e addirittura del 33% negli obesi. Dobbiamo quindi impegnarci sempre più intensamente per migliorare il livello di consapevolezza della popolazione”.

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