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24 dicembre 2014

Uomini, attenti alla prostata!

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Getty Images

Tanta attività fisica, alimentazione adeguata e, soprattutto, screening costanti nel tempo. Sono le regole fondamentali per giocare d’anticipo contro una neoplasia “silenziosa” che colpisce ogni anno 36.000 individui

Svolgere regolarmente attività fisica aiuta a prevenire il cancro. Secondo gli ultimi dati ben il 37% dei maschi italiani conduce una vita sedentaria ed è quindi esposto ai rischi di gravi malattie. Tra le varie forme di tumore la più diffusa tra gli uomini del nostro Paese è quella della prostata.

Stili di vita - “Questa neoplasia risente molto dell’inattività fisica - afferma il prof. Giario Conti, Direttore Unita operativa di urologia Ospedale S. Anna di Como e Presidente Nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) - Gli altri fattori di rischio sono un’alimentazione scorretta, troppo ricca di grassi, e il fumo di sigaretta. Per questo a tutte le età è indispensabile adottare stili di vita adeguati, capaci di proteggere la ghiandola maschile. Basta camminare tutti i giorni per almeno 20-30 minuti a passo sostenuto, andare a scuola o lavoro in bicicletta lasciando l’automobile in garage oppure salire le scale a piedi invece di usare l’ascensore”.

Prevenzione - Il tumore della prostata colpisce ogni anno circa 36.000 persone. “È un cancro “silenzioso”, che all’inizio non presenta sintomi specifici - prosegue Conti - Quando però la malattia si diffonde inizia a manifestarsi attraverso difficoltà a urinare e forte urgenza dello stimolo, bruciore e presenza di tracce di sangue nelle urine o nello sperma. Quindi tutti gli uomini che soffrono di questi disturbi, o che hanno già avuto casi di cancro in famiglia, dovrebbero sottoporsi almeno una volta l’anno a una visita dall’urologo: il medico specialista dei disturbi della prostata.

SIUrO - La SIUrO è la società scientifica che si occupa a 360° di questo cancro maschile. Per ottenere i risultati migliori il tumore deve essere gestito “in squadra” da urologi, andrologi, oncologi, radioterapisti e anche psicologi. Per questo la SIUrO ha attivato collaborazioni con le altre Società scientifiche che si occupano del benessere maschile”.

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