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24 dicembre 2014

La prevenzione delle malattie “non ha colore”

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Getty Images

Al via una campagna nazionale indirizzata ai cittadini immigrati. Quattro opuscoli in più lingue su alcol, fumo, alimentazione e screening illustreranno l’importanza di stili di vita sani e di uno screening adeguato

Troppi cittadini immigrati nel nostro Paese, spesso a causa delle barriere linguistiche, ignorano le regole della prevenzione: consumano troppo alcol, fumano, non seguono una dieta corretta. Corrono quindi maggiori rischi di sviluppare malattie importanti, come i tumori. Inoltre, si sottopongono a pochi esami di screening e controlli. Il risultato? La maggior parte di loro arriva tardi alla diagnosi.

La lotta al cancro non ha colore - Per sensibilizzare queste persone, è nata “La lotta al cancro non ha colore”, la prima campagna nazionale per la prevenzione indirizzata ai cittadini più disagiati, promossa dalla Fondazione “Insieme contro il Cancro” e dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Tante le iniziative previste, tra cui la realizzazione di quattro opuscoli su fumo, alcol, alimentazione e screening, già disponibili online in italiano sul sito del progetto.

Quattro opuscoli - “Stiamo traducendo i libretti in altre lingue: inglese, francese, spagnolo, filippino, cinese e arabo – spiega il prof. Francesco Cognetti, Presidente di “Insieme contro il Cancro” – I booklet saranno poi distribuiti, grazie alla collaborazione dei medici di famiglia, in tutti gli ambulatori medici italiani. La traduzione in filippino sarà resa possibile dalla nuova collaborazione nata tra la Fondazione, l’AIOM e la Philippine Cancer Society: la società degli oncologi medici delle Filippine. Un patto internazionale per assicurare anche alla folta comunità del Paese asiatico in Italia un’informazione corretta e puntuale. A breve, inoltre, verranno realizzati video informativi, con testimonial provenienti da diversi Paesi, per lanciare messaggi diretti alla popolazione”.

Screening e prevenzione - “Vogliamo sensibilizzare le fasce più deboli sulla prevenzione – continua il prof. Cognetti –. Grazie ai programmi screening è possibile diminuire fino all’80% il tasso di incidenza dei tumori. Le nostre attività saranno promosse anche grazie alle organizzazioni di volontariato in campo sociale, medico-sanitario e sui social network. Ma entreremo anche nelle scuole, per sensibilizzare in modo diretto gli immigrati di seconda generazione, in modo che portino poi a casa i nostri messaggi. Soprattutto lo sport può aiutare la scienza a trasmettere i consigli della prevenzione al maggior numero possibile di persone, in particolare ai giovani che troppo spesso adottano comportamenti a rischio”.

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