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29 dicembre 2014

Medico-paziente, quando le parole possono aiutare a guarire

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Una comunicazione tempestiva e autorevole è sempre più importante, soprattutto in ambito oncologico. Prende così il via una campagna per il coinvolgimento di giornalisti e oncologi

“Un buon medico deve essere anche un buon comunicatore”. Questa affermazione si dimostra sempre più vera e, anzi, assume maggiore importanza in un’epoca dominata da internet e dal suo flusso di messaggi. A fronte di un più semplice e immediato accesso alle informazioni, infatti, diventa determinante e fondamentale l’autorevolezza della fonte. Ogni persona costruisce un sistema di comunicazione che ritiene più o meno efficace sulla base del proprio vissuto, del carattere, delle proprie competenze ed esperienze. Questo vale anche per i medici, che apprendono “strada facendo” come comunicare la malattia.

Informazioni autorevoli - “Il campo oncologico rappresenta sicuramente un duro ‘campo di prova’ perché, malgrado oggi di cancro si muoia sempre meno, è indubbio che il tumore faccia ancora molta paura – commenta il prof. Carmine Pinto, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – Ecco perché il nostro ambito richiede una particolare e specifica attenzione alla comunicazione con il paziente e con gli organi di informazione su prevenzione, cure e terapie. Assicurare al malato una buona conoscenza dello stato delle cose è il primo e fondamentale obiettivo che l’oncologo deve porsi nella sua professione. Imparare a conoscere la patologia, quali sono le possibilità di trattamento, quali gli effetti collaterali da aspettarsi, ecc., aiuta il paziente ad affrontare con più serenità il cancro, ma non solo. Gli permette di sentirsi parte attiva delle decisioni terapeutiche e aumenta la fiducia verso le competenze professionali del suo medico. Ecco perché buona parte della visita dovrebbe essere dedicata ad affrontare lo stato di avanzamento della malattia e gli obiettivi della terapia, spiegandoli al paziente con termini per lui comprensibili”.

Corso per giornalisti e oncologi - “Come AIOM siamo da tempo impegnati in questo ambito, ma ora vogliamo fare ancora di più: per questo stiamo lanciando un progetto dedicato alla comunicazione, con cui coinvolgeremo media e medici. Organizzeremo un vero e proprio corso per giornalisti e oncologi, con cui ci potremo confrontare su moltissimi aspetti: una parte degli incontri vedrà “in cattedra” i medici e poi i ruoli si invertiranno, con i giornalisti che “insegneranno” ai camici bianchi come semplificare la trasmissione delle informazioni ai cittadini”. Il progetto è reso possibile da un educational grant di Bristol Myers Squibb.

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