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09 gennaio 2015

Sos amianto, a rischio anche 40 anni dopo l’esposizione

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Getty Images

Ogni anno la fibra killer uccide 3000 persone in Italia. Nuovi casi riguardano anche l’esposizione familiare: mogli e figli di ex-lavoratori degli stabilimenti che producevano questo materiale

Si nasconde ovunque: dalle tubature, alle rotaie, alle scuole a palestre, ai rivestimenti di tetti e garage. È l’amianto, il killer silenzioso che miete circa 3.000 vittime ogni anno in Italia, 1.200 per mesotelioma, il tumore originato dall’esposizione a questo minerale. Il suo impiego è stato bandito dal nostro Paese da quasi 20 anni, ma ne restano nell’ambiente 5 quintali per ogni cittadino, 32 milioni di tonnellate.

Livello di rischio - “Va assolutamente evitata la manipolazione di questo minerale, che deve essere rimosso da personale specializzato - spiegano il prof. Carmine Pinto (presidente nazionale AIOM) e il prof. Giorgio Scagliotti (Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino) - Purtroppo il livello di rischio è ancora sotto percepito dalla popolazione, mentre è scientificamente dimostrata la sua pericolosità e il suo potenziale cancerogeno, pari a quello del fumo. Siamo tutti esposti ai pericoli, ma certamente gli ex lavoratori degli stabilimenti che producevano o trattavano amianto rappresentano la fascia più vulnerabile. Ma è significativa anche l’esposizione familiare: nuovi casi riguardano anche mogli o figli entrati nel passato in contatto con questo minerale tramite gli indumenti dei lavoratori esposti. Il periodo di latenza del mesotelioma è di circa 20-40 anni, e per questo ci attendiamo un aumento dell’incidenza. Oggi i nostri sforzi sono tesi a capire quale sia la miglior sorveglianza possibile per queste persone”.

Convegno a Bari - Per fare il punto su questa malattia il prossimo 25 gennaio Bari ospiterà la III Consensus Nazionale per il controllo del mesotelioma della pleura promossa dai professori Pinto e Scagliotti. “La Puglia è una delle aree a 'rischio' – sottolineano i docenti – E’ fondamentale sensibilizzare le istituzioni e i cittadini sulla gravità e l'impatto della malattia. L’eliminazione dell’amianto in sicurezza procede con eccessiva lentezza nel nostro Paese, anche per l’esiguità delle risorse. È necessario accelerare i tempi”.

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