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02 febbraio 2015

Depressione, un “male oscuro” che si può combattere

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Getty Images

Tanto sport e un sonno corretto aiutano a prevenire il male di vivere. Ma, spiegano gli esperti, per guarire serve anche una precoce diagnosi e un’attenta terapia farmacologica e psicologica

A tutti può capitare una giornata storta, in cui si è giù di corda, tristi o più irritabili del solito. Molto probabilmente non si tratta di un vera e propria depressione, ma di un calo d’umore passeggero.  La  depressione “clinica”, al contrario,  è un  disturbo molto diffuso, che presenta vari sintomi e si prolunga nel tempo. Ne soffrono circa 15 persone su 100. Oggi in Italia si contano oltre 4 milioni di persone depresse. Ed è una tendenza destinata a salire. Si stima che circa il 20% della popolazione avrà almeno un episodio depressivo nel corso della sua esistenza. La malattia può presentarsi in forma lieve, moderata o grave; può colpire chiunque e a qualunque età. Si manifesta con più frequenza tra i 25 e i 44 anni ed è due volte più comune nelle donne adolescenti e negli adulti, mentre le bambine e i bambini sembrano soffrirne in egual misura.

Sintomi - Chi ne è affetto ha un umore depresso per tutta la giornata, per più giorni di seguito e non riesce a provare interesse e piacere nelle attività che prima amava svolgere. Questo stato si accompagna anche ad altri sintomi: stanchezza, irritabilità, perdita di appetito, insonnia, senso di disperazione, di inadeguatezza. La persona depressa fa spesso pensieri negativi, si sente in colpa e considera la sua esistenza come dolorosa e priva di senso.

Predisposizione genetica - “Questa condizione ha diverse cause”, spiega il prof. Claudio Mencacci, presidente del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. “Un fattore importante sembra essere la predisposizione genetica: chi ha dei precedenti in famiglia è maggiormente vulnerabile. Inoltre condizioni come separazioni, lutti, traumi o condizioni di stress particolari, malattie somatiche, stili di vita scorretti possono portare la persona verso il baratro”.

Prevenire con lo sport - Ma prevenire “il male di vivere” è possibile. Soprattutto attraverso lo sport.  “L’attività fisica è un importante stimolatore di quella che viene definita la “neurogenesi” cerebrale. Stimola un continuo rinnovo cellulare nel cervello” – continua il prof. Mencacci – “L’attività fisica condotta con continuità aiuta il nostro benessere non solo fisico, ma soprattutto mentale. Anche il sonno è un grande protettore della nostra psiche. L’insonnia, o una continua rottura del sonno, invece può scatenare la depressione.”

Guarigione? - Si può guarire da questo “male oscuro”? “Una precoce diagnosi e un’attenta terapia farmacologica, psicologica, accompagnata da corretti stili di vita, può portare a una guarigione. Si stima che oltre il 70% delle persone possono guarire. Ma solo il 15% si cura con terapie adeguate”. – conclude il prof. Mencacci – “Esistono farmaci molto sicuri e innovativi. Ma è importante intervenire subito e seguire le cure nei modi e nei tempi giusti. Quando la terapia è interrotta precocemente, il rischio di recidiva è molto forte e uscire da una nuova condizione di depressione potrebbe essere molto più faticoso.”

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