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23 febbraio 2015

Cancro, un paziente su due riesce a sconfiggerlo

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Getty Images

Negli anni ‘70 solo il 30% dei tumori veniva curato. Ora, grazie a prevenzione e ricerca, si è arrivati al 50%. Ecco gli altri dati emersi dal convegno annuale del Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica

Circa il 40% dei tumori sarebbe evitabile attraverso abitudini di vita salutari e diagnosi precoce. È quanto sottolineato dal Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (GOIRC), in occasione del convegno annuale, svolto venerdì scorso a Firenze. “Interventi preventivi consentono, nella maggior parte dei casi, di contrastare la malattia in tempi brevi, e con trattamenti e farmaci più efficaci e meno invasivi - ha spiegato il prof. Francesco Di Costanzo, Membro del Direttivo Nazionale GOIRC e Direttore dell’Oncologia Medica del ‘Careggi’ - Oggi un paziente su due sconfigge il cancro, mentre negli anni ’70 erano solo il 30%. Questo grazie anche alla ricerca, che negli ultimi anni ha messo a punto nuove terapie, in grado di migliorare la qualità di vita e le speranze di sopravvivenza dei pazienti”.

Le sfide della ricerca
- La ricerca oncologica italiana è tra le migliori e più produttive nel mondo. Ma le regole del sistema Italia ingessano i ricercatori, provocano ritardi nell’approvazione degli studi, impediscono l’arrivo di nuove molecole e la collaborazione con l’industria del farmaco, e favoriscono la fuga di cervelli. “La ricerca cooperativa è un’importante risorsa. Ma l’Italia è svantaggiata nella competizione internazionale sia nei confronti degli Stati Uniti che dell’Europa - ha affermato il prof. Rodolfo Passalacqua, Presidente GOIRC e Direttore dell’Oncologia Medica degli Istituti Ospitalieri di Cremona - Sono emersi tre ostacoli principali. Innanzitutto la mancanza di un sostegno finanziario pubblico ai gruppi in modo che possano mantenere un'infrastruttura organizzativa necessaria per la ricerca”.

“I gruppi cooperativi indipendenti -  ha aggiunto il prof. Andrea Ardizzoni, Segretario GOIRC e Direttore dell’Oncologia Medica al Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna - possono però svolgere un’azione di ricerca e diffusione delle conoscenze, anche in campi dove l’industria non può o non ha interesse a intervenire. Sono una risorsa per il Paese e per il Sistema Sanitario Nazionale, vanno considerati un bene pubblico e preservati, anche con finanziamenti rapportati alla loro capacità e impatto”.

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