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06 marzo 2015

Erbe e integratori, poco dialogo tra medici e pazienti

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Getty Images

Sempre più malati di tumore ricorrono a cure alternative. Ma solo 4 oncologi su 10 ne hanno discusso con i propri assistiti. Ecco quali sono i principali timori e le nuove sfide della ricerca oncologica

Un buon numero di pazienti colpiti da tumore ricorre a erbe e integratori durante le cure. Ma meno della metà degli oncologi statunitensi sostiene di aver discusso su questi prodotti con l'assistito. E’ quanto emerge da una ricerca coordinata da Richard T. Lee dell'Università del Texas, a Houston (USA) e condotta su 1000 medici specialisti dell’American Society for Clinical Oncology (ASCO).

Mancanza di conoscenze - Per i due terzi degli intervistati la mancanza di conoscenze in questo campo è la barriera principale per avviare una discussione. Solo il 41% degli oncologi tratta questi temi con i malati e un quarto delle conversazioni (26%) è iniziata dal clinico. Gli intervistati hanno riferito nel 59% dei casi di non avere mai ricevuto alcuna educazione in questo settore, ma la maggior parte di essi (93%) mostra preoccupazione per le potenziali interazioni fra tali prodotti e i trattamenti in corso.

Interazioni con la chemioterapia
- Ipotizzando il caso di un paziente affetto da un cancro potenzialmente curabile, l'80% degli oncologi afferma che sconsiglierebbe l'uso di erbe o integratori contestuale alla chemioterapia. Se però si formula l'ipotesi di un paziente colpito da un male incurabile solo il 37% permane su questa posizione mentre un 48% si dichiara neutrale. In ogni caso, che il paziente sia curabile o meno, il 90% degli oncologi afferma che probabilmente offrirebbe la chemioterapia, anche se il malato insistesse per assumere erbe non note. “Il miglioramento delle conoscenze dei clinici su erbe e integratori - afferma Richard T. Lee - potrebbe favorire una migliore comunicazione medico-paziente su questo importante argomento”.

Uso dei probiotici - “Anche in Italia assistiamo ad una situazione simile a quella descritta nello studio americano - afferma il prof. Francesco Cognetti Direttore Dipartimento Oncologia Medica Istituto Nazionale Regina Elena di Roma e Presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro - Per questo nei prossimi mesi partirà una indagine sul corretto utilizzo dei probiotici per la gestione dei piccoli disturbi, durante le terapie oncologiche. L’obiettivo è offrire al paziente, soluzioni efficaci e prive di effetti collaterali”.

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