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16 marzo 2015

Fumo, a lungo andare assottiglia la corteccia cerebrale

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Getty Images

Una ricerca pubblicata su Molecular Psychiatry ha dimostrato che le “bionde” danneggiano anche l’aerea del cervello da cui dipendono funzioni cognitive importanti come la memoria, il linguaggio e la percezione. E questo vale anche per il fumo passivo

Il fumo nuoce al cervello. L’abitudine protratta negli anni,  può causare un assottigliamento della corteccia cerebrale, lo strato esterno del cervello a cui dipendono  funzioni cognitive importanti come la memoria, il linguaggio e la percezione. E smettere di fumare aiuta anche a ripristinare lo spessore della corteccia. A scoprirlo è stato un gruppo internazionale di ricercatori – tra cui il Montreal Neurological Institute della McGill University e l’Universita’ di Edimburgo – in uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry. La ricerca ha coinvolto 244 maschi e 260 femmine con un’eta’ media di 73 anni. I soggetti erano attuali fumatori, ex-fumatori e non fumatori. Dopo aver analizzato i dati sanitari raccolti nella Scottish Mental Survey i ricercatori hanno osservato che il fumo ha un impatto sulla corteccia cerebrale.

4000 sostanze dannose - Una singola sigaretta sprigiona 4.000 sostanze gravemente dannose per l’organismo. Le principali sono:
- Nicotina: aumenta il battito cardiaco (un fumatore arriva fino a 10.000 battiti in più al giorno). Oltre alla ben nota dipendenza, può indurre vertigini, nausea e vomito;
- Monossido di carbonio: si lega all’emoglobina al posto dell’ossigeno, accresce la concentrazione di piastrine e rende il sangue più vischioso;
- Polonio 210: elemento radioattivo, presente nel sangue dei fumatori in misura superiore del 30%;
- Benzopirene: prodotto di scarto della combustione, si trova nello scarico dei motori Diesel;
- Nitrosammine: provocano mutazioni genetiche e contribuiscono allo sviluppo dei tumori;
- Catrame: fumando un pacchetto al giorno per un anno, si immette nell’organismo una tazza di catrame (500 mg) che crea una patina oleosa e giallastra su denti, dita, capelli e vestiti.

Fumo passivo - “Quando ci accendiamo una sigaretta danneggiamo non solo la nostra salute ma anche quella di chi ci sta attorno – ha affermato il prof. Pierfranco Conte coordinatore tecnico scientifico della Rete Oncologica Veneta durante un convegno svolto oggi a Padova e realizzato con il supporto di Boehringer Ingelheim - Molti italiani sottovalutano ancora i rischi del fumo sia attivo che passivo. Secondo un sondaggio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) la metà dei nostri connazionali ammette di accendersi spesso una “bionda” in presenza di bambini. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio”.

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