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23 marzo 2015

Tattoo per 3 milioni di italiani (ma 1 su 3 poi si pente)

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Getty Images

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità cresce il numero di persone tatuate in Italia. E, contemporaneamente, aumenta anche il numero di chi poi cambia idea. Ecco i consigli degli esperti su come fare tatuaggi in tutta sicurezza e senza rischio di infezioni

I tatuaggi sono una passione sempre più diffusa tra gli italiani. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel nostro Paese sono circa tre milioni le persone con il corpo disegnato, ma  uno su tre si pente della propria decisione. Nel 40% dei casi il ripensamento è dovuto ai problemi che la vista del tatto può provocare in ambito lavorativo. Altre volte invece si vuole rimuovere il nome dipinto sul corpo di un ex partner. Esistono sofisticate tecniche laser (nome tecnico Q-switched) che permettono di eliminare l’inchiostro sottocutaneo con ottimi risultati. Il costo della rimozione può  arrivare fino a oltre 1.000 euro. Ma i tatoo particolarmente grossi e/o colorati presentano però più difficoltà di eliminazione nonostante le nuove tecnologie.  

Attenti ai tatuatori abusivi - “Quasi il 50% dei tatuatori italiani svolge illegalmente la propria attività, lavorando in modo improvvisato e senza nessun rispetto per le norme vigenti imposte dalle istituzioni sanitarie - afferma il prof. Sergio Pecorelli presidente di Healthy Foundation e Rettore dell’Università di Brescia - Queste operazioni deve essere svolte solo in luoghi chiusi e autorizzati dall’Asl, utilizzare aghi sterilizzati e monouso. I pigmenti usati per i tatuaggi devono essere sterili e atossici. La prima regola è non rivolgersi ad artisti abusivi. Da evitare anche i tatuaggi enormi, che fanno aumentare il rischio d’infezioni”.

Infezioni - “Circa il 3% della popolazione italiana è entrato in contatto con il virus dell’epatite C. Si stima che i portatori cronici siano almeno 1,6 milioni. Numeri davvero importanti, che potrebbero essere drasticamente ridotti seguendo alcune semplici norme igieniche - prosegue Pecorelli - La malattia infatti si trasmette con il sangue di persone infette. Ancora oggi la condivisione di aghi o siringhe è il maggior fattore di rischio. Dobbiamo parlare ai giovani per arginare i contagi perché la prevenzione è l’arma più efficace per ridurre i casi. Healthy Foundation andrà nelle nelle scuole e nei Centri Universitari Sportivi per informarli sui fattori di rischio. Spiegheremo ai ragazzi quali accorgimenti mettere in pratica nel quotidiano, per preservare la propria salute”.  L’intera campagna sarà resa possibile grazie a un educational grant di Janssen.

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