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31 marzo 2015

Mal di testa in gravidanza? OK ai farmaci, NO al fai-da-te

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Getty Images

L’emicrania è una malattia che richiede cure farmacologiche compatibili anche con la dolce attesa. Basta parlarne con il proprio medico ed evitare le iniziative personali. Gli esperti: “Bisogna vivere serenamente la gravidanza, senza paura di curarsi”

Durante la gravidanza il livello degli ormoni femminili, gli estrogeni, sale velocemente e le donne che soffrono di mal di testa spesso notano un miglioramento se non una scomparsa del disturbo. I benefici di solito proseguono durante l’allattamento. In questa fase, infatti, i livelli di estrogeni si stabilizzano, mentre aumentano i valori di altri ormoni che aiutano a diminuire la sensibilità al dolore. Questo fenomeno può interessare fino all’80% delle neo-madri, ma è un beneficio passeggero: nella quasi totalità delle donne l'emicrania si ripresenta dopo il parto.
Che fare, quindi, se il mal di testa prosegue anche durante la dolce attesa? Non aver paura di utilizzare i farmaci consigliati dal medico. Le complicanze  per mamma e bambino collegate al disturbo, possono essere più dannose della terapia. I farmaci alleviano il dolore e i sintomi durante la fase acuta, oppure prevengono ulteriori attacchi, soprattutto se associati a nausea, vomito, anoressia o idratazione. Sono questi i consigli del Ministero della Salute e dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che nei mesi scorsi ha lanciato la campagna nazionale Farmaci e gravidanza per informare la popolazione e gli operatori sanitari sull’importanza dell’ uso corretto e appropriato dei medicinali durante la maternità. L’AIFA sottolinea due aspetti fondamentali:
- se in gravidanza si soffre di mal di testa non prendere iniziative personali: i farmaci si possono usare ma sempre dietro  prescrizione medica
- l’emicrania è una malattia che richiede cure farmacologiche che sono comunque  compatibili con la gravidanza

“Vogliamo far capire alle donne che bisogna vivere serenamente la gravidanza, senza paura di curarsi - afferma il prof. Sergio Pecorelli presidente dell’AIFA e di Healthy Foundation - Però è necessario evitare le iniziative fai-da-te e rivolgersi sempre a un esperto. Eventuali sostanze nocive assunte potrebbero passare al nascituro attraverso il latte materno e mettere a rischio la salute sia delle mamme che quella dei loro bambini. Molte delle preoccupazioni sulla salute che affliggono la donna in gravidanza svanirebbero o potrebbero ridimensionarsi con una informazione corretta, un cambiamento culturale nell’approccio alla cure e un dialogo più proficuo con il proprio medico”.
Sul sito http://www.farmaciegravidanza.gov.it/ i cittadini hanno disposizione più di 400 schede di approfondimento sulle principali malattie ricorrenti in gravidanza e sui farmaci per la loro cura, frutto del lavoro di aggiornamento e di revisione della valutazione del rapporto tra benefici e rischi della loro assunzione operato dai maggiori esperti del settore.

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