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01 aprile 2015

Ipertensione, ecco come tenerla sotto controllo

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Getty Images

In Italia colpisce in media il 33%  degli uomini e il 28% delle donne, di età compresa tra i 35 e i 75 anni. Per evitare problemi sono fondamentali il movimento, un corretta alimentazione (a cominciare dal sale) e, soprattutto, una piena aderenza alla terapia prescritta dal medico

L’ipertensione arteriosa è la condizione in cui il cuore pompa il sangue con una forza eccessiva, esercitando sulle pareti dei vasi sanguigni e sui tessuti degli organi una pressione superiore ai valori normali di riferimento. Se trascurata, può provocare danni irreversibili al cuore (provocando un infarto) e ad altri organi come il cervello (scatenando un ictus, o un’ischemia). In Italia colpisce in media il 33%  degli uomini e il 28% delle donne, di età compresa tra i 35 e i 75 anni; ma il disturbo può manifestarsi anche in età più giovane, soprattutto se associato ad altre patologie come eccesso di peso e obesità.

Per tenere sotto controllo la pressione, è importante misurarla regolarmente e adottare stili di vita corretti. Fondamentale è fare movimento (camminare, andare in bici o in palestra), controllare il peso con un’adeguata dieta ipocalorica e diminuire il consumo di sale nei cibi. “Un consumo eccessivo di cloruro di sodio aumenta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e renali” – spiega il prof. Enrico Agabiti Rosei, direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università di Brescia, appena nominato presidente della Fondazione Golgi di Brescia – “Per limitarne l’uso esistono in commercio, da molti anni, prodotti iodati ma a basso contenuto di sodio. Per insaporire i cibi si possono anche usare spezie o erbe aromatiche. La dose massima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è, infatti, di soli 5 grammi (l’equivalente di un cucchiaino da tè)”.

Quando la prevenzione non basta è importante individuare la terapia farmacologica più idonea per la persona ipertesa, da monitore costantemente. Tuttavia, non tutti i pazienti aderiscono pienamente alle terapie prescritte. “I fattori legati alla scarsa aderenza alla terapia sono molti – aggiunge il prof. Enrico Agabiti Rosei – i più comuni riguardano la tollerabilità dei farmaci, l’età del paziente e la scarsa consapevolezza dei rischi legati all’ipertensione non controllata”. “Le strategie che possono essere messe in atto per migliorare dell’aderenza alle terapie sono diverse – conclude il prof. Agabiti Rosei – dal punto di vista del clinico è importante prescrivere farmaci a lunga durata e ben tollerati, che garantiscano il massimo dell’aderenza e persistenza. È importante che il medico costruisca un canale di fiducia con il paziente, istruendolo sull’importanza di una piena adesione alla terapia, sulle dosi e i tempi di assunzione dei diversi farmaci. Da parte dei pazienti è importante fidarsi delle prescrizioni mediche, controllare la propria pressione arteriosa anche a casa e riferire al medico di famiglia ogni evento avverso prima di decidere di modificare o sospendere la terapia.” 

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