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14 aprile 2015

E’ primavera, attenzione al “lato oscuro” del primo sole

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Getty Images

L’intensità dei raggi solari di questo periodo è uguale a quell’estate e la pelle non è fatto preparata. Meglio mettere da subito la crema solare in borsa, soprattutto se si pensa di passare più ore all’aria aperta

Attenzione al primo sole primaverile, può essere pericoloso come quello di agosto. L'intensità dei raggi solari è uguale a quella dell'estate piena ma la pelle non è ancora preparata. Quindi bisogna proteggerla ancora di più anche in occasione di esposizioni occasionali.

Rischio melanoma - “Se dovete passare molte ore all’aria aperta per una pic nic o i  primi tuffi al mare ricordatevi di mettere in borsa la crema solare - afferma il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del 'Pascale' di Napoli - Il sole è un elemento fondamentale per la vita e la crescita, soprattutto per una corretta formazione delle ossa e dello scheletro. Ma non deve essere sottovalutato il suo “lato oscuro”. Rappresenta infatti un importante fattore di rischio, in particolare per lo sviluppo del melanoma un tumore della pelle molto pericoloso. Si origina dai melanociti, cellule responsabili della colorazione della pelle, che si trovano nello strato più profondo dell’epidermide. Il numero di casi è in aumento, ma per fortuna il 70% delle diagnosi avviene in fase precoce”.

Esposizione saltuaria - A essere più colpite non sono le categorie professionali cronicamente esposte al sole. Anzi il melanoma può essere considerata la malattia 'dei colletti bianchi' perché quello che fa male è l'esposizione intensiva e saltuaria. In pratica, il “sole selvaggio” preso durante i week end o vacanze brevi da chi passa il resto dell'anno chiuso in ufficio”. Non solo. “Occhio anche a non esagerare con lettini e lampade solari, che in Italia - ricorda Ascierto - sono vietati agli 'under 18', ma per gli altri è una pratica ancora diffusa. Secondo l'Istituto internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), l'uso di lampade abbronzanti sotto i 30 anni, aumenta il rischio del 75%".
Immunoterapia - Contro questo gli specialisti hanno a disposizione una nuova arma: l’immunoterapia. “Questi farmaci agiscono direttamente sul sistema immunitario per combattere il cancro - prosegue Ascierto - Dalla sua iniziale approvazione nel 2011, ipilimumab ha rappresentato il primo significativo progresso negli ultimi trent'anni nel trattamento del melanoma metastatico, mostrando il potenziale di una sopravvivenza a lungo termine in alcuni pazienti".

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